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MONTEVERGINE IN FIAMME, SITUAZIONE DISPERATA: SI TEME PER LA NOTTE

Il Partenio continua a bruciare ininterrottamente. Troppo ampio, ormai,  il fronte del fuoco che dalla scorsa notte sta interessando la montagna del Santuario benedettino più importante del Sud Italia. Uomini e mezzi, coordinati dal dipartimento provinciale della Protezione Civile, lavorano incessantemente. Elicotteri con cestelli e autobotti via terra continuano nella spola disperata per i rifornimenti idrici, nelle sale operative non c’è più personale da poter impiegare, eppure lo sforzo non basta a domare le lingue di fuoco alimentate da un perfido vento. In mattinata sono stati interrotti i collegamenti: chiusa e poi riaperta la provinciale, unica strada a condurre in vetta, sospese a tempo indeterminato le corse della funicolare. Montevergine in questo periodo dell’anno è meta di migliaia di visitatori, fedeli e non. Ma in queste ore ad abitare la montagna, oltre ai monaci benedettini, sono Vigili del Fuoco, caschi rossi in congedo, operai forestali provinciali, volontari e comunità montana. Sul posto e supportare i soccorsi anche il sindaco di Mercogliano, Massimiliano Carullo: “Un’offesa alla Madonna – ha commentato il primo cittadino, intervistato da Telenostra e Prima Tivvù – questo incendio è un attentato al patrimonio ambientale, storico, artistico e culutrale orginato dalla mano di criminali. Ci auguriamo che le telecamere di sorveglianza li abbiano ripresi per poterli assicurare alla giustizia”. Accertamenti sulla natura dolosa delle fiamme sono stati avviati dai Carabinieri di Avellino. Non si spiegherebbe, d’altronde, come per ben quattro sere di fila il focolaio, spento a più riprese, si è riattivato e in più punti d’innesco. Verrà anche il tempo delle inchieste. L’urgenza adesso è far fronte al fuoco. I video amatoriali – tanti si diffondono in Internet in queste ore – dimostrano la potenza del fuoco: in pochi secondi bruciano ettari di bosco, complici le temperature ed il periodo di grande siccità. Per quanti operano a Montevergine il pericolo è incombente. Al momento l’Abbazzia non è interessata dalle fiamme, che la situazione possa degenerare è un rischio da mettere in conto. Urge l’intervento di un Canadair a supporto delle pattuglie aree e terrestri già al lavoro. Il potente velivolo questa mattina è intervenuto lungo le impervie pendici dela montagna, sono stati eseguiti anche alcuni lanci, poi è stato dirottato con altrettanta urgenza su  altri fronti in cui le fiamme lambivano le case (Pietrastorina e Roccabascerana). Il timore degli operatori è che l’incendio possa divampare oltre modo in serata. Stanotte i piromani resteranno a guardare. Mentre l’intera provincia di Avellino,  col fiato sospeso e il cuore colmo d’amarezza, sosteranno gli uomini e le donne che stanno fronteggiando non un incendio, ma l’attentato ad un simbolo dell’identità collettiva.

Il fuoco lungo i tornanti (video)

 

 

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