MONTELLA. SERVE SPAZIO AGLI STUDENTI: IL SINDACO SI IMPROVVISA OPERAIO E SPOSTA I MOBILI   

MONTELLA. SERVE SPAZIO AGLI STUDENTI: IL SINDACO SI IMPROVVISA OPERAIO E SPOSTA I MOBILI   

15 Settembre 2019 0 Di La redazione

Rino Buonopane, sindaco di Montella, lo aveva detto quando aveva firmato l’ordinanza di chiusura precauzionale della scuola ‘Scandone’ e della scuola materna ‘Fontana – Campo dei Preti’: “Non possiamo che fare il massimo per garantire la sicurezza dei nostri bambini e del personale scolastico”: prima le verifiche e poi eventualmente si riapre. 

Come dargli torto? Scuole chiuse, purtroppo, ma il primo cittadino, in collaborazione con la dirigente scolastica, è riuscito, tuttavia, a garantire il normale avvio dell’anno scolastico usufruendo dei locali dell’istituto ‘Capone’, frequentato dagli alunni delle medie. Doppi turni per assicurare le lezioni a tutti, ma ora anche la necessità di liberare spazio da arredi inutilizzati per agevolare la compresenza di materne, elementari e medie.

“Questa mattina – ha scritto il sindaco sul suo profilo Facebook – abbiamo provveduto a trasferire arredi non utilizzati dalla scuole medie alle scuole elementari per garantire maggiori spazi da utilizzare per le attività didattiche, in vista del superamento del doppio turno.” Impegnati nel “trasloco” – si legge nel post – tanti volontari e la Protezione Civile di Montella, ma anche lo stesso primo cittadino nella veste insolita di operaio intento a trasportare i mobili da un plesso all’altro. 

Rino Buonopane

Tutto piuttosto “normale” – dicono in paese: Buonopane, che e’ anche vice segretario provinciale del Pd, è di frequente in prima linea anche quando si tratta di fare lavori manuali. “Puliamo Montella”, iniziativa di alcune settimane fa, lo ha visto infatti con sacchetti e rastrello alla mano a raccogliere, insieme a tanti volontari, i rimasugli dei turisti della domenica.

Assodato che non è solo scena, vale la pena evidenziare che si tratta di un esempio buono, specie perché viene da chi amministra la cosa pubblica. E di questi tempi – direbbe qualcuno – davvero non è poca cosa.