MONTELLA. IL MIRACOLO DEL PANE DI SAN FRANCESCO “CONFERMATO” DAL CARBONIO 14

MONTELLA. IL MIRACOLO DEL PANE DI SAN FRANCESCO “CONFERMATO” DAL CARBONIO 14

25 Settembre 2017 0 Di Vincenzo Di Micco

Gli sforzi compiuti per recuperare, indagare, testimoniare, gli stanno dando ragione. Fu il Padre Guardiano Fra’ Agnello Stoia – che oggi opera a Roma ma resta sempre legato all’Irpinia – il primo a voler commissionare studi sulla reliquia custodita in una delle cappelle del Convento di Folloni a Montella. Stupefacente il risultato delle analisi: quel pezzo di stoffa, non solo risale ad un periodo compreso tra 1200 e il 1330, ma avrebbe effettivamente contenuto davvero del pane come racconta la tradizione, secondo la quale sarebbe stato San Francesco d’Assisi che lo avrebbe inviato ai frati. Lo indica la datazione al radiocarbonio condotta sotto la guida di Kaare Lund Rasmussen, dell’universita’ della Danimarca Meridionale. Il risultato e’ pubblicato sulla rivista Radiocarbon e vi hanno contribuito anche le italiane Ilaria Degano, dell’universita’ di Pisa, e Maria Perla Colombini, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Secondo la leggenda i frammenti del tessuto provengono da un sacco contenente pane che sarebbe ‘apparso’ sulla soglia del convento nell’inverno del 1224, ‘per opera’ di San Francesco. L’analisi al carbonio 14 ha mostrato che il tessuto effettivamente risale al periodo compreso tra il 1220-1295, mentre le indagini chimiche condotte sotto la guida di Colombini hanno dimostrato che il sacco ha davvero contenuto del pane. Per mostrarlo i ricercatori non hanno cercato le tracce dirette del pane, ma quelle di una sostanza chiamata ergosterolo, che si trova nella membrana cellulare dei lieviti, come quelli usati per la lievitazione. ”Inizialmente ero scettica perche’ i composti organici come questi si degradano con il passare del tempo, per l’azione dei batteri” ha detto all’ANSA Degano. ”Invece – ha aggiunto – il composto e’ presente nelle fibre ed e’ interessante notare che non si trova negli altri materiali presenti nel medaglione che custodisce i frammenti”.