MONTELLA, BUONOPANE(BENE COMUNE): INSIEME PER CREARE NUOVA OCCUPAZIONE, I GIOVANI TORNINO A SPERARE

MONTELLA, BUONOPANE(BENE COMUNE): INSIEME PER CREARE NUOVA OCCUPAZIONE, I GIOVANI TORNINO A SPERARE

30 Aprile 2019 0 Di La redazione

“Il miglior modo per celebrare il Primo Maggio è quello di dare una mano ai giovani affinché tornino a sperare in un futuro lavorativo qui, a Montella, in Alta Irpinia, tra le nostre colline, con le proprie famiglie, tra la nostra gente. Però non attraverso le scorciatoie assistenzialistiche, ormai consunte, del passato, ma trasmettendo la consapevolezza, ad ogni livello, che l’occupazione si ottiene con la creazione di nuove imprese, valorizzando le risorse del proprio territorio e mettendole a frutto virtuosamente.” Lo afferma Rino Buonopane, candidato a Sindaco di Montella per la lista ‘Bene Comune’.

“Lo sviluppo dell’Alta Irpinia e delle aree interne – prosegue Buonopane – passa attraverso la riscoperta della autentica vocazione del nostro territorio. Agricoltura, turismo, enogastronomia sono le ‘fondamenta’ sulle quali costruire attività capaci di creare lavoro vero e soprattutto duraturo; un lavoro ‘di qualità’, che possa consentire ai giovani di essere con dignità parte della propria comunità e protagonisti di un percorso comune di rilancio e di sviluppo. E in tal senso è ineludibile una adeguata e peculiare attività di formazione dei nostri ragazzi: occorre che vengano messi nelle condizioni di essere all’altezza dei cambiamenti determinati dalla implementazione della rete e delle nuove tecnologie, ma soprattutto di essere consapevoli delle enormi ricchezze che offre il nostro territorio.”

“Lavoro e opportunità, dunque, devono essere i binari lungo i quali d’ora in poi dovremo muoverci per fare di Montella una realtà nella quale i giovani possano restare, senza essere costretti ad emigrare per la mancanza di occupazione e di prospettive. Da qui, dal Primo Maggio, dalla Festa dei Lavoratori, parte la nostra corsa per fare della nostra comunità una realtà più unita, più viva, e nella quale – conclude Buonopane – tutti, senza alcuna distinzione, possano insieme tornare a sperare.”