MIRABELLA. I LAVORATORI DI MERCATONE UNO GUARDANO CON AMAREZZA LA RIAPERTURA DI ARZANO. LORO FUORI

MIRABELLA. I LAVORATORI DI MERCATONE UNO GUARDANO CON AMAREZZA LA RIAPERTURA DI ARZANO. LORO FUORI

2 Dic 2018 0 Di Monica De Benedetto

Solo due di lavoratori di Mercatone Uno Mirabella riassorbiti nello store di Arzano, gli altri restano disoccupati e dal prossimo mese senza cassa integrazione. 

Amaro in bocca per i circa trenta lavoratori di Mercatone Uno al Passo di Mirabella, nel vedere riaprire ieri i battenti dello store di Arzano e sapere che invece per quello di Mirabella non vi è più alcuna speranza.

Seppur in un clima di sfiducia, fin quando i commissari avevano mantenuto in piedi il contratto di locazione con il gruppo Scoppettuolo, proprietario dell’immobile, c’era ancora un barlume di speranza, ma ora che quel rapporto è terminato e le chiavi sono state restituite sanno di essere definitivamente fuori. Due di loro, per la verità, sono entrati in servizio proprio ad Arzano ma non è dato sapere se per entrambi si tratti di un discorso temporaneo o definitivo.

Il Piano industriale prevede la riassunzione di un lavoratore per ciascun punto vendita soppresso, ma ci sono anche punti vendita che hanno conservato integralmente le vecchie maestranze. 

Tutti gli altri dipendenti di Mirabella sono tra i circa mille tagliati, sui tremila impiegati nell’intero gruppo di punti vendita dislocati in tutta Italia, e non si capacitano del perchè i Commissari nella trattativa con la Shernon Holding e Gruppo Cosmo non abbiano mai seriamente tenuto in considerazione questo store, in perdita sì prima della chiusura del 2015, ma non più degli altri. Anzi, nelle temporanee aperture natalizie il punto vendita di via San Michele ha dimostrato di restare di grande attrattiva.

Si sentono discriminati ed allo stesso tempo preoccupati poichè a gennaio terminerà anche la cassa integrazione. Amarezza ma anche rabbia nei confronti di chi non ha voluto stare a sentirli, aiutarli concretamente in questi tre anni di amministrazione straordinaria con due bandi di gara andati a vuoto e una lunga trattativa privata.

Ce l’hanno con la politica che ha fatto solo passerelle alle loro tante manifestazioni di protesta ed anche nei confronti dei sindacati, tacciati di non aver fatto abbastanza. Nel maggio scorso, in una delle assemblee, quando constatarono che le sigle sindacali presenti non avevo alcuna novità rispetto alla vertenza salì una certa tensione. 

Tutti i lavoratori rimasti disoccupati hanno una fascia di età dai 45 in su. Terminata la cassa integrazione avranno grossa difficoltà a trovare una nuova occupazione. Da indiscrezioni pare che il gruppo Scoppettuolo sia già all’opera per rimpiazzare Mercatone con una o più aziende ma essendo un discorso del tutto nuovo non vi è alcun obbligo di legge rispetto al riassorbimento dei lavoratori.