CHI METTE FINE ALL’ARROGANZA DI AUTOSTRADE ?

CHI METTE FINE ALL’ARROGANZA DI AUTOSTRADE ?

7 Ottobre 2017 0 Di La redazione

Cavalcavia 22. Aziende, agricoltori e cittadini pagano le conseguenze mentre società autostrade prende altro tempo: un comportamento arrogante che nessuno interrompe

Nella Smorfia indica il pazzo. Per la cronaca è un cavalcavia, il numero 22, che indica altri pazzi. Pazzi per la cabala, impuniti per la cronaca.
Il numero 22 sta sull’autostrada Napoli-Canosa nel comune di Sperone.. E’ stato sequestrato dalla Procura quattro mesi fa per problemi strutturali e di usura che potrebbero farlo crollare da un giorno all’altro. Si passa soltanto a piedi. Nel frattempo, un’azienda sta licenziando, un centinaio di agricoltori stanno pensando di tornare al mulo per trasferire e vendere i loro prodotti, mentre due famiglie che hanno in quel cavalcavia l’unica via di uscita per vivere da contemporanei hanno già acquistato motorini e biciclette.
La società Autostrade, che aveva presentato un progetto di intervento bocciato dalla Procura, continua a nicchiare. Anche ieri, per la seconda volta, se l’è cavata con un vi faremo sapere.
Un atteggiamento da impuniti, impermeabile a qualsiasi interrogazione parlamentare, alle sollecitazioni del Prefetto, immemore della stessa cronaca che non tanto tempo fa, e comunque ciclicamente, ci fa vedere ponti che si sbriciolano come il marzapane, di barriere sotto accusa nei processi, come quello del bus precipitato ad Acqualonga che fece quaranta morti, di altre tragedie sfiorate per un pelo e per fortuna.
Non vorrei sbagliare, ma in nessuna parte d’Europa le concessionarie che gestiscono autostrade per conto dello Stato godono come in Italia di trattamenti che spesso, come altre decennali cronache ci dicono, diventano privilegio, regalo. Storia intrecciata di convenienze, favori, do ut des che figuratevi quanto gliene può fregare del cavalcavia 22 di Sperone.
Quelle aziende, quegli agricoltori, quei cittadini devono dunque rassegnarsi ad aspettare i comodi di Autostrade per l’Italia? Credo di no. Spero che qualche voce si faccia sentire. A cominciare da quella di una persona perbene come Umberto Del Basso de Caro che è sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture. Ha il potere per mettere al muro questa arroganza e convertirla ai suoi precisi doveri nei confronti dello Stato e dei suoi cittadini. Lo faccia al più presto.