MEDICI & TERMOMETRI! DIARIO POLITICO 26 AGOSTO 2019

MEDICI & TERMOMETRI! DIARIO POLITICO 26 AGOSTO 2019

26 Agosto 2019 0 Di La redazione

Salvini deve ritirarsi. Lo ha fatto sapere con modalità molto irrituali l’ex presidente del Consiglio e segretario per ben otto anni di fila della Democrazia Cristiana: una intervista alla figlia Antonia, peraltro giornalista, che è stata postata su Facebook e da lì ripresa un po’ da tutti, a cominciare dai principali giornali e agenzie di stampa nazionali. Coincidenza ha voluto che nella serata di sabato scorso, De Mita chiudeva una kermesse politica in provincia di Catanzaro dove, prima della sua lectio magistralis, era intervenuto Roberto Maroni e prima dell’ex ministro dell’Interno, il procuratore Nicola Gratteri. Da quel che so, Maroni si è tenuto lontano dalla polemica senza punto replicare a De Mita ma neanche per spendersi in qualche modo per il leader della Lega.

De Mita ha detto che Salvini deve ritirarsi perché chi come il ministro dell’Interno minaccia, aggredisce, promette e sta ovunque tranne che al suo posto di lavoro (è stato calcolato che Salvini si è materializzato al Viminale per meno di 20 giorni in un anno, comprensivi di mattina e pomeriggio!) non fa politica, che si può fare bene o male a condizione che si abbia un pensiero. Salvini non è pensieroso, insomma…

Questo, con annessa replica salviniana, Se lo dice De Mita significa che ho lavorato bene, è stato ripreso ben che almeno altre due cose dette da De Mita nel suo intervento meritavano di essere maggiormente valorizzate per meglio comprendere il passaggio che stiamo vivendo e perché stiamo vivendo un passaggio di questo tipo nel quale, dopo un’alleanza di governo innaturale, si lavora per costruirne un’altra che rischia di replicarla.

Viviamo di questi passaggi perché da tempo la politica ha smarrito, e non sembra dolersene, la responsabilità di compiere scelte impopolari: si dice ciò che in quel determinato giorno fa più piacere sentire ad una significativa parte dell’opinione pubblica; su un problema si fa la scelta più conveniente che intercetta in quel momento il consenso prevalente senza porsi in alcun modo le conseguenze che ne derivano. La responsabilità della politica, dice De Mita, sta nelle scelte impopolari: nell’immediato alienano il consenso; nel loro svolgimento, se è virtuoso, lo recuperano e nel frattempo hanno risolto con responsabilità quel problema. Se mettiamo in fila questi anni, potremo verificare che Salvini è in ottima e numerosa compagnia.

L’altro punto sul quale De Mita si è espresso riguarda il possibile governo Pd-5Stelle. Inaspettatamente l’ex leader Dc non lo esorcizza ben che sia chiaro da tempo cosa pensi di entrambi e su entrambi non ha cambiato idea. La disponibilità di De Mita deriva dalla sua cultura istituzionale e politica nel cui novero è compresa la responsabilità di cui sopra: la impopolarità diffusa che accompagna questa soluzione può diventare il gancio su cui appendere il tentativo di uscire da una spirale pericolosa per le istituzioni, dal clima di incarognimento che ha contagiato il Paese, per rimettere l’Italia in sintonia con un’Europa che va riformata anche profondamente. Questo può avvenire a due condizioni: che i contraenti non fondino l’intesa su ciò che andranno a ricavare per se stessi; che, ma questo riguarda principalmente se non esclusivamente il M5s, si certifichi la convinzione che un grande Paese come l’Italia si governa facendo il medico e non il termometro.