MATTEO SALVINI AD AVELLINO…IL “CAPITANO” AL BAR DELLO SPORT

MATTEO SALVINI AD AVELLINO…IL “CAPITANO” AL BAR DELLO SPORT

6 Maggio 2019 0 Di Norberto Vitale

Un teatro strapieno ha accolto Matteo Salvini ad Avellino. Il “capitano”, come lo chiamano, si è tenuto alla larga dai temi scottanti che riguardano la convivenza con il M5s e che si riflettono sulla sorte dello stesso governo.

salvini avellino

Nessun accenno al CdM di mercoledì quando si dovrà decidere la sorte di Siri, il sottosegretario indagato per corruzione che il M5s vuole cacciare con un voto a maggioranza. Anche perché forse non c’era tempo, ha saltato l’incontro a Palazzo Caracciolo con il presidente Domenico Biancardi. Proprio sulle Province si è consumato uno degli ultimi strappi tra Lega e 5 Stelle: “Inutile ammalarsi di amarcord per farle ritornare: sono uno spreco e chi le vuole si trovi un altro alleato”, aveva detto Di Maio rispetto alle spinte della Lega per farle tornare quelle di prima, con l’elezione diretta del presidente e del consiglio, perché oggi sono in una situazione ibrida: si è fatto finta di eliminarle con la legge Delrio e oggi, come sostiene la ministro leghista Giulia Bongiorno, bisogna fare una scelta: ridare loro fiato o eliminarle del tutto”.

di maio salvini

Non ha parlato dello Sblocca Cantieri, del Decreto Crescita, altrettante spine nel governo. Salvini ha fatto l’uomo d’ordine, quello che vuole andare a prendere strada per strada gli spacciatori, che vuole più Carabinieri e meno clandestini, che rende la libertà agli ostaggi di Equitalia. Con qualcuno se l’è presa: con i comunisti e la Cgil che gli hanno cantato “Bella Ciao”, in maniera anche abbastanza intonata devo dire. I veri razzisti sono loro, ha detto tra gli applausi del teatro mentre fuori si è visto pure qualche saluto romano. Ha sfoderato insomma il minimo repertorio che comunque basta e avanza per motivare i neoleghisti avellinesi a cominciare dalla candidata alla carica di sindaco. Vedremo nelle urne quale e quanto effetto avrà avuto il “capitano” sulle sorti avellinesi della Lega. Per parte mia capisco perché Salvini possa girare in lungo e in largo l’Italia: nei suoi interventi non c’è fatica, non alimenta pensieri compiuti, le sue sono passeggiate in un Paese considerato come un grande bar dello sport.