MASTROBERARDINO ALLA NEW YORK WINE EXPERIENCE 2019

MASTROBERARDINO ALLA NEW YORK WINE EXPERIENCE 2019

18 Ottobre 2019 0 Di La redazione

Unica cantina della Campania. Tre i rappresentanti del Sud Italia. I migliori 273 vini del mondo selezionati da Wine Spectator.

Se c’è un evento che segna il tempo nel mondo del vino quest’evento è senz’altro la NEW YORK WINE EXPERIENCE, per tutti il palcoscenico numero uno al mondo.

Come ogni anno, in autunno, alla NYWE la rivista americana Wine Spectator presenta ai propri appassionati lettori la wine selection più esclusiva e prestigiosa.

Tre giorni di celebrazione del gusto nella splendida cornice del Marriott Marquis Hotel, nel cuore di Times Square, con la presenza al tavolo dei produttori più titolati di ogni regione viticola del globo. Le aziende selezionate hanno avuto tutte brillanti recensioni per i loro vini da Wine Spectator, con punteggi superiori a 90/100.

Nell’edizione 2019, sono i vini selezionati sono in tutto 273, dall’Italia ne sono stati scelti solo 57, con Toscana e Piemonte a fare la parte del leone. Mastroberardino è l’unico rappresentante della regione Campania, prendendo parte all’evento sin dalle sue prime edizioni, negli anni Ottanta. Dall’intero Sud Italia sono soltanto tre le cantine selezionate. Oltre Mastroberardino, due cantine siciliane.

Il vino selezionato per questa kermesse è Stilèma Fiano di Avellino DOCG 2015.

Il progetto Stilèma nasce a testimonianza dell’amore di Antonio Mastroberardino per la sua terra, i suoi vitigni e i suoi vini, per i loro caratteri originari. Un amore che nel corso dei decenni, mentre Antonio mieteva successi ovunque diffondendone le qualità, si andava tramutando in una pressante preoccupazione che quegli stessi caratteri potessero diluirsi, disperdersi, dileguarsi pian piano per effetto dell’azione dell’uomo, dei processi di selezione del materiale genetico più produttivo, che spesso non è il più idoneo a garantire le migliori espressioni organolettiche di una specie.

Un progetto avviato a cavallo del Duemila e che negli ultimi anni si è aperto a ventaglio, ponendo su un’unica mappa una serie di sperimentazioni volte a rinsaldare il legame dei nostri vitigni e vini con le loro origini territoriali.

Si è così declinato in un più ampio spettro di iniziative, tutte ricadenti sotto la denominazione Stilèma. Con tale espressione intendiamo evocare lo stilèma della vinificazione dei vitigni autoctoni d’Irpinia (il Fiano, l’Aglianico, il Greco) così come avveniva a cavallo tra la fine degli anni 50 e l’inizio degli anni 70 del Novecento per il Taurasi, e tra gli anni 70 e 80 per i due più nobili bianchi d’Irpinia.