LUONGO: “SUL CAMBIAMENTO LA MIA SFIDA AL MOVIMENTO 5 STELLE”

LUONGO: “SUL CAMBIAMENTO LA MIA SFIDA AL MOVIMENTO 5 STELLE”

30 Giugno 2018 0 Di Sandro Feola

Intervista al neo consigliere comunale di Avellino eletto nella lista “‘Insieme Protagonisti’:  “Il cambiamento non si proclama. Dinanzi a una rinuncia vera ai vecchi bizantinismi di maggioranza e opposizione, in consiglio mano tesa sulle questioni. I giovani e la città capiranno.”

 

Ventitré anni, di cui cinque passati alla guida del Forum dei Giovani di Avellino con risultati diffusamente considerati più che lusinghieri. A dispetto della sua giovane età, Stefano Luongo è tra i candidati al Consiglio comunale di Avellino che hanno raccolto un numero considerevole di preferenze. Candidato con la lista ‘Insieme Protagonisti’, ben 295 elettori hanno creduto in lui mandandolo ad occupare un seggio a Palazzo di città.

Luongo, andiamo subito al sodo: il neo Sindaco di Avellino ha chiesto alle forze politiche e ai consiglieri comunali di far pervenire via mail quelle che considerano le loro priorità. Come valuta questa richiesta? 

Stefano Luongo

“Valuterò con molta attenzione la linea che il Sindaco Ciampi adotterà per amministrare la città. Per rispondere alla domanda, è giusto farne un’altra. I 5Stelle rappresenteranno il “cambiamento” chiesto dai cittadini il 24 giugno, restando coerenti con quanto detto in campagna elettorale e nelle ultime dichiarazioni? Lo vedremo già con la composizione dell’esecutivo, dove per quanto detto ci dovrebbero essere nove assessori tecnici scelti esclusivamente da Ciampi e dal Movimento. Quindi, se da subito “sfideranno” tutti i gruppi consiliari presenti in aula sui contenuti, senza fare distinzioni, noi non ci sottrarremo al dialogo per l’interesse della comunità avellinese. Ciampi dovrà dire in consiglio qual è la sua idea di città e noi non avremmo problemi a discutere le loro proposte nel merito e a far pervenire le nostre priorità. Inutile dire che lo faremo nelle sedi istituzionali e non tramite strumenti informali inadeguati e superficiali. Se invece dietro alla parola cambiamento si nasconde uno scambio di poltrone necessario a garantirsi la sopravvivenza, magari per saldare un debito di riconoscenza verso qualcuno, da parte mia non ci sarà nessuna collaborazione.”

Nello PIzza

Scusi, non è che si tratta di uno stratagemma per approdare in maggioranza?

“Assolutamente no. Sono stato eletto all’opposizione e quello è il mio posto. Va detto però che ci troviamo di fronte ad una situazione particolare e senza precedenti per il Comune di Avellino. Per tale motivo penso che il ruolo di opposizione vada interpretato in maniera differente da quello tradizionale, a cui siamo stati abituati fino ad oggi e al quale ho assistito dall’esterno. La mia sarà un’opposizione costruttiva e propositiva, che vuole essere fondata sul dialogo. Valuterò di volta in volta le singole proposte, ma ribadisco che questo discorso ha senso solo nella misura in cui dall’altra parte vediamo la reale volontà di migliorare la nostra città, con processi democratici e trasparenti. Le prese di posizioni non servono e danneggerebbero il territorio in cui viviamo.”

Eppure qualcuno potrebbe immaginare che lei abbia ceduto alle lusinghe dei pentastellati. Cosa si sente di dire a chi le dovesse muovere questa obiezione?

“Io ho 23 anni e l’autonomia, la libertà di pensiero, l’integrità morale e la coerenza sono principi che hanno caratterizzato la mia breve esperienza politica. I cittadini mi hanno votato per risolvere i problemi della città e non avrei scusanti se assumessi preventivamente un atteggiamento irresponsabile, visto il pessimo stato in cui siamo ridotti.  Il metodo sarà la sostanza della mia azione. Nessun inciucio fuori dall’aula, nessuna contrattazione per poltrone e incarichi. Solo disponibilità a dialogare in maniera trasparente in consiglio comunale, e non altrove, sui temi che riguardano gli avellinesi. Io non salgo sul carro del vincitore, ma sfido il vincitore a condurre lo stesso carro sulla migliore via per risollevare una città che sta morendo giorno dopo giorno, senza andare dietro a vecchia liturgie che a quanto sembra tutti vogliono celebrare.”

Lei è stato eletto in una lista voluta dall’on.D’Agostino. Entrambi non siete iscritti al Partito Democratico, benché chiaramente posizionati nel centrosinistra. Nel suo prossimo futuro vede un impegno diretto in uno dei partiti della coalizione?

Angelo D’Agostino

“Sono entusiasta di far parte del progetto dell’On. Angelo D’Agostino e di non essere tesserato ad alcun partito. Mi riconosco in una cultura di centrosinistra che oggi arranca a livello europeo e nazionale. Qui sono stato onorato di sostenere l’Avvocato Nello Pizza in quanto sono ancora convinto che fosse la figura ideale per risollevare la città, per le sue capacità umane e professionali. Allo stesso tempo bisogna prendere atto della sconfitta ed effettuare una seria riflessione. Gli avellinesi, il 24 giugno, più che scegliere la persona e il partito d’appartenenza del candidato sindaco, hanno votato, nonostante fossero consapevoli delle successive difficoltà di governabilità, contro De Mita, Mancino, De Caro e tutti coloro che hanno rivendicato la paternità del centro-sinistra unito. La gente ha bocciato in toto questa classe dirigente vedendoli in contrapposizione con la richiesta generale di cambiamento. Detto ciò, lo stato di salute della politica avellinese è pessimo, ed è questo il tempo di ripartire da zero e ragionare sulla costruzione di un nuovo modello politico, in opposizione a quello propagandistico e populista incarnato da 5stelle e Lega. Io personalmente lo farò tenendomi fuori dai partiti e lavorando per la nascita di un’associazione socio-culturale.”

Questa associazione, che è politica, ma non partitica come ci dice lei, ambisce ad essere alternativa al M5S da qui a 5 anni?

“I processi si costruiscono e non si improvvisano. L’associazione vuole essere una casa aperta per tutte quelle persone che sono sfiduciate dalla politica, che vorrebbero impegnarsi ma ad oggi non si riconoscono in nessun contenitore. Studenti, disoccupati, professionisti, anziani, un mix di persone volenterose e speranzose, determinate e innovative, pulite e senza scheletri nell’armadio. Una nuova realtà che avrà come pilastri la partecipazione, l’inclusione, l’energia e la vitalità di chi è nauseato dalle solite logiche per mettere in campo iniziative sociali e culturali oltre che per partorire soluzioni concrete a problematiche evidenti. A breve, sveleremo nel dettaglio tutte le informazioni.”

Lei ha trascorso 5 anni alla guida del Forum dei Giovani. Come pensa di dare continuità a quel lavoro ora che è consigliere comunale?

“I giovani sono il motore per la rinascita della città. Se si individuano politiche per stoppare l’emigrazione giovanile, valorizzare le eccellenze, creando opportunità e attrazioni, sarà l’intera città a rivivere, in tutti i campi. Mi sono candidato proponendo diverse idee concrete e attuabili: dal coinvolgimento delle nuove generazioni sulle scelte dell’amministrazione all’utilizzo delle strutture pubbliche per incentivare l’aggregazione culturale e creare opportunità lavorative. Da eletto, sfiderò il consiglio comunale sulle proposte che il mio gruppo ha partorito, con la certezza che la pluralità di pensiero possa portare a soluzioni ancora più efficaci. Se decideranno di ignorarci, si assumeranno le loro responsabilità davanti alla città sancendo la definitiva morte di Avellino.”