LUONGO, LA SFIDA DEL CAMBIAMENTO E LE ALCHIMIE DAL NOTAIO

LUONGO, LA SFIDA DEL CAMBIAMENTO E LE ALCHIMIE DAL NOTAIO

13 Set 2018 0 Di Sandro Feola

Stefano Luongo e il gruppo di giovani che lo affianca dai tempi del Forum hanno dimostrato ieri di aver compreso che per tornare a vincere occorre persuadere gli elettori giocando apertamente quella che hanno definito la “partita del cambiamento”. Non quella di una facile rivincita giocata nello studio di un notaio, che farebbe del sindaco Ciampi un martire al quale è stato impedito di amministrare. Tantomeno quella dell’opportunismo, anche piuttosto sgamato, di coloro, ad esempio i ‘maipiusti’, che dopo aver chiesto di votare 5 Stelle ora fanno i capricci perché non hanno avuto in cambio il giocattolo di un assessorato e vorrebbero un ritorno alle urne tra 5 mesi che non cambierebbe un emerito fico secco.

Stefano Luongo

Non occorre essere politologi per capire che le ragioni per le quali gli avellinesi hanno votato M5S, nonostante gli errori del primo cittadino, sono tutte ancora solidamente in piedi; che intanto la città va amministrata, non abbandonata a se stessa, che un governo è necessario nonostante l’anatra zoppa che inevitabilmente ne condizionerà l’operato. E non occorre essere esperti di comunicazione per comprendere che il barcamenarsi dei rinnovatori a convenienza può conquistare qualche applauso interessato, ma non certo fare la differenza se dovessimo tornare alle urne.

In un tale contesto, evidentemente aggravato dagli errori del primo cittadino, Luongo ha spiegato le sue posizioni alla città continuando ad essere se stesso insieme a quei giovani che sono probabilmente, al momento, l’unica fucina di impegno e pensiero capace di offrire una nuova autentica classe dirigente all’Irpinia. L’acume di questi giovani, ora rappresentati in Consiglio Comunale, è nell’aver scelto, come si aspettano gli elettori, la sfida al M5S sui contenuti, sulle proposte, sui programmi; e non di avversarli con alchimie partitiche o giochi di palazzo che fanno venire l’orticaria a chiunque li veda.

Alla fine i messaggi che ieri gli avellinesi hanno potuto cogliere sono stati quello di chi si è impegnato a dare un contributo “giovane” e argomentato al cambiamento della città, e quello dell’apparato partitico, indaffarato a mettere insieme e organizzare un po’ di scartoffie da portare presso lo studio di un Notaio. Questo mentre Avellino, non per colpa del solo Ciampi, è sostanzialmente allo sbando.