LOTTA ALLA CAMORRA, SE MERCOGLIANO VA OLTRE LE PAROLE

LOTTA ALLA CAMORRA, SE MERCOGLIANO VA OLTRE LE PAROLE

28 Ottobre 2019 0 Di Sandro Feola

“Fino a quando sarò sindaco della mia comunità, l’Amministrazione di Mercogliano sarà impegnata per affermare la legalità e sarà in prima linea contro ogni forma di criminalità. Senza se e senza ma”. Con parole chiare, durante il consiglio comunale di sabato scorso, Vittorio D’Alessio ha indicato la linea di assoluta intransigenza della sua Giunta nella lotta alla criminalità organizzata. Nulla di sorprendente, verrebbe da dire, se non fosse che rispetto alle parole di condanna, che spesso rischiano di essere fini a se stesse, il primo cittadino ha aggiunto elementi di concretezza che alla fine sono quelli che fanno la differenza nella lotta alla criminalità. Certo, sono necessarie, per tanti versi fondamentali, anche le dichiarazioni di principio, e serve che queste vengano ripetute come un mantra che inviti le coscienze alla riflessione e a non abbassare la guardia. Ma evidentemente non basta.

Vittorio D’Alessio

Il Consiglio comunale di Mercogliano e D’Alessio sono andati oltre. Oltre le parole di condanna e la indignazione collettiva, documentando iniziative, interlocuzioni e provvedimenti adottati in tempi non sospetti. Nella consapevolezza che su un versante così delicato e complesso occorre percorrere il doppio binario che vede insieme l’azione del Comune e, parallelamente, il coinvolgimento di chi si occupa di formare le nuove generazioni, come le scuole, le associazioni, il mondo del volontariato, le parrocchie. La lotta alla criminalità si fa con telecamere funzionanti, aggiungendone di nuove, ruotando i dirigenti, come vuole l’Anac, riattivando gli sportelli antiracket. E poi con la sottoscrizione di protocolli di legalità, con provvedimenti amministrativi che eliminino i margini per ogni tipo di infiltrazione. E si fa interagendo con la scuola in un’azione congiunta che serva ad educare i giovani alla legalità. Che li induca ad evitare quell’area grigia che spesso c’è tra bene e male, e nella quale si incontrano società civile e ed esponenti affini alle famiglie malavitose.

La lotta alla criminalità è quella che va oltre e approda alla concretezza. Oltre le parole; oltre le marce e le fiaccolate, oltre le troppe e spesso inutili commissioni. Come ha sottolineato D’Alessio, è quella che si fa “attuando e non solo predicando”. L’Irpinia tutta, che non è un’isola felice, ne tenga conto; le forze politiche, che non sono immuni da tentativi di infiltrazione, ne tengano conto. Sforzandosi anche di resistere alla tentazione di colpire l’avversario per biechi calcoli elettorali, strumentalizzando un tema che dovrebbe sempre vedere insieme maggioranze e opposizioni.