LIVE: L’APPELLO DEL PROCESSO MONEY GATE

LIVE: L’APPELLO DEL PROCESSO MONEY GATE

11 Aprile 2018 0 Di Pellegrino Marciano

Processo d’appello presso il Tribunale Federale Nazionale di Roma per la partita Catanzaro-Avellino fissato inizialmente per il 13 febbraio e rinviato ad oggi per acquisire altri atti sulla posizione dell’allora tecnico del Catanzaro Francesco Cozza. Presenti gli avvocati Chiacchio e Massaro per difendere nuovamente l’Us Avellino, il presidente Taccone e il direttore sportivo De Vito.

Si comincia alle 15.30 e prende la parola il sostituto Procuratore Tornatore che cerca di spiegare le mancanze di atti contestati alla Procura nella sentenza di primo grado relativi al processo penale. Atti che potrebbero essere acquisiti anche in questa fase.

Interviene Chiacchio che dice: “Abbiamo il diritto di sapere se questo materiale esiste. Chiedo al Collegio di esprimersi sull’acquisizione o meno di questi atti”, ricevendo anche il consenso degli avvocati del Catanzaro e di Michele Cozzone difensore del ds De Vito che dice: “Sono atti che non sono mai esistiti e non possono essere presi ora”.

Interviene l’avvocato Massaro: “Chiediamo oggi che si vada a sentenza al di là di tutto. E chiediamo di entrare nel merito”. Alle 16 il Collegio si ritira per decidere se acquisire gli atti.

Si riparte dopo circa 10 minuti di pausa. Non è necessaria l’acquisizione degli atti. Lo ha deciso la Corte. Si va avanti.

Riprende la parola il sostituto Procuratore Tornatore facendo riferimento alla partita tra Catanzaro-Avellino e alle intercettazioni telefoniche parlando di una ricostruzione logica dei fatti e che se il risultato finale non è stato il pareggio la causa è stata la gara del Perugia in concomitanza. Tornatore infine conferma le richieste fatte in primo grado o in maniera logicamente ridotta.

Tocca a Massaro: “In primo grado c’è stata una sentenza a tutti gli effetti ovvero con evidente mancanza di fonti dell’accusa. Le intercettazioni telefoniche sono sommarie ed incomplete. Non si può accusare il ds Vincenzo De Vito per un “Enzo” pronunciato. La Procura non ha risposto a numerose domande e quindi l’Avellino non può essere condannato”.

Parla l’avvocato del Catanzaro Pittelli che chiede: “Ma quale interesse poteva avere l’Avellino a combinare una partita contro squadra di bassa classifica?”.

L’avvocato del ds De Vito Cozzone afferma: “De Vito non c’entra assolutamente nulla. L’unico elemento che è bastato per coinvolgerlo è stata la parola “Enzo”. È impensabile. Non ha alcun senso. Cosentino e De Vito non si conoscevano”.

Conclude Chiacchio: “I miei colleghi hanno già detto tutto. Aggiungo che la Corte ha una grande responsabilità. A mio avviso in questa situazione con carenza di atti ho grande difficoltà a difendere davanti al nulla. Non c’è nulla da difendere. Né una data di incontro né un contatto diretto. La Procura si è impegnata ma non è riuscita a trovare elementi utili”.

Il processo termina alle 17.17