LICENZIAMENTI NOVOLEGNO. RIFONDAZIONE COMUNISTA NON SI RASSEGNA

LICENZIAMENTI NOVOLEGNO. RIFONDAZIONE COMUNISTA NON SI RASSEGNA

17 Maggio 2020 0 Di La redazione

Il primo aprile abbiamo denunciato, per l’ennesima volta , l’arroganza  e l’atteggiamento di indifferenza del Gruppo Fantoni verso i lavoratori e l’intera provincia di Avellino.  E’ bene ribadire che per circa 40 anni ha  gestito un impianto di trasformazione degli scarti del legno  usufruendo  di benefici ambientali, economici e sindacali, in una terra che soffre la perenne fame di lavoro, ragione che troppo spesso ha legittimato, dal nostro punto di vista in modo ingiustificato, atteggiamenti generalizzati troppo permissivi. Circa sei  mesi fa la proprieta’ ha annunciato la delocalizzazione dello stabilimento ,il  conseguente licenziamento dei  117 lavoratori e la dismissione degli impianti di Montefredane,  senza alcuna possibilita’ di mediazione; ad oggi,   nonostante la lotta di buona parte degli operai, che nel frattempo hanno organizzato diverse azioni di resistenza, i padroni  non concedono nessun  dialogo ma  addirittura negano il rinnovo della cassa integrazione ai lavoratori che da  lunedì p.v. saranno  privi degli ammortizzatori sociali.

Rifondazione Comunista non intende rassegnarsi di fronte alla vilta’ di questi predatori che senza pudore triturano la vita delle persone negli ingranaggi del becero profitto. Quindi ,occorre rilanciare la lotta affinché si impedisca  l’intervento di smantellamento dei macchinari, si sequestri con scopo precauzionale  l’area di sedime dello stabilimento predisponendo una verifica  dei luoghi e del sottosuolo per accertare eventuali cause di inquinamento, a tal proposito inoltreremo un esposto/denuncia alla procura della Repubblica , serve inoltre che il ministro dello sviluppo economico, latitante,   convochi immediatamente le parti al fine di rinnovare  la  cassa integrazione ai lavoratori, e   contemporaneamente studiare un piano di rilancio aziendale , tenuto conto della grande professionalita’ maturata e dimostrata dai lavoratori. Il Gruppo Fantoni da avuto tanto dall’Irpinia e deve tanto alla nostra terra , quindi mettere in conto anche l’esproprio a fini economico/sociali degli impianti non e’ demagogico ma un atto di giustizia sociale.