LETTERA APERTA ALL’ASL DI UN DIALIZZATO: “PER QUANTO POTREMO ESSERE ANCORA PAZIENTI?”

LETTERA APERTA ALL’ASL DI UN DIALIZZATO: “PER QUANTO POTREMO ESSERE ANCORA PAZIENTI?”

9 Settembre 2019 0 Di Monica De Benedetto

Quando il mese scorso ci siamo occupati del caso di Anna Maria, non vedente, dializzata, residente nel periodo estivo a Greci alla quale era stato rifiutato il trattamento dialitico all’Ospedale di Ariano la Direzione Sanitaria ci aveva risposto che non c’era un problema di personale ma di “raggiunta ricettività massima”. Oggi riceviamo l’amara lettera di un dializzato cosiddetto “stabile per tutto l’anno solare” che ha scritto all’Asl. Quanto accaduto in quel reparto questa mattina non fa altro che confermare quanto stiamo denunciando da mesi. “Si preferisce spostare i pazianti di 50 Km invece di arricchire l’organico”.

Lettera aperta all’Asl Av

“Per quanto potremmo essere ancora pazienti?” E’ questa la domanda che mi pongo da qualche tempo, non solo io, purtroppo, ma tutti le altre persone che come me sono costretti a frequentare quotidianamente il reparto di Dialisi dell’ospedale Frangipane di Ariano Irpino.
Tutto ha un inizio, e all’inizio ho visto direttori vantarsi dell’obiettivo raggiunto ovvero Dea di Primo livello. Presidenti, deputati, ministri, sindaci e consiglieri fare a gomitate per mettere al loro petto la medaglietta che gli attestasse univocamente il merito di tale risultato.
Ma questo è stato solo l’inizio, la prosecuzione l’abbiamo avuta con l’inaugurazione di nuovi reparti, ed ovviamente, anche in queste occasioni, ci sono state tante belle parole e vanti da accaparrarsi.
Ma c’è un’altra verità, che in pochi conoscono realmente.
La verità, quella di noi pazienti, è che dal quel momento abbiamo dovuto assistere ad un calo netto del personale di reparto. Tagliando personale solo nei reparti già esistenti per mandarlo in quelli appena inaugurati e non è stato poi nemmeno possibile successivamente sopperire ad assenze lavorative degli infermieri per vario genere
Ma a tirar troppo la corda prima o poi si spezza.
Da qualche tempo, noi pazienti della dialisi, preoccupati da questa situazione, abbiamo deciso di far sentire la nostra voce in direzione sanitaria. Solo pochi giorni fa, il responso.
Ci avevano “rassicurati”, spronandoci a non preoccuparci poiché il numero “legale” di infermieri per pazienti era presente in reparto.
Stamattina eravamo nove pazienti ad aspettare il nostro quotidiano turno di dialisi, ma gli infermieri disponibili erano solo due e non bastavano per coprire il numero di pazienti presenti.
Qualcuno di noi, ha dovuto rinunciare alla dialisi, posticipandola nel pomeriggio. Ci è stato proposto anche di attendere un’ambulanza ed essere trasportato nell’ ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi.
Pazienti che diventano pacchi, preferendo un trasferimento in un ospedale che dista 50 km, invece di arricchire l’organico di reparto, per raggiungere il necessario numero legale.

La domanda che ci poniamo è: “Dove sono finiti i politici che, nelle loro tante passerelle, hanno sprecato belle parole, dimenticandosi delle vere necessità dei pazienti. Perché chi dirige non prende atto della situazione gravosa di alcuni reparti, nella fattispecie la dialisi che non può avere solo cinque infermieri per coprire tutti i turni e finalmente non prende provvedimenti, data la rovinosa situazione creatasi?”

L. P.