L’ETICA NELLA CITTA’ DOPPIA

L’ETICA NELLA CITTA’ DOPPIA

29 Agosto 2018 0 Di Norberto Vitale

La Scoperta del Doppio, l’ultimo romanzo di Franco Festa, è’ un libro da leggere con avidità.

Tutti i suoi romanzi sono ambientati ad Avellino dove prima il commissario Mario Melillo e oggi il commissario Gabriele Matarazzo, si confrontano con le epoche che hanno attraversato la città: il dopoguerra, gli anni della contestazione e del terrorismo, quelli della speculazione edilizia, il mutamento spirituale ed antropologico seguito al terremoto dell’80 fino ai giorni nostri. I due commissari, questa volta insieme, risolvono di volta in volta casi oscuri e difficili. Non c’è soddisfazione nella individuazione dei colpevoli, perché dietro ogni caso risolto, accumulano amarezza: all’origine di quei casi, e di quei colpevoli, c’è sempre la città che “ha perduto il suo senso civico, arrotolata dentro il suo disinteresse al destino comune”.

Una città doppia, in cui Melillo e Matarazzo sono l’altra metà di una cosa doppia, quella che non smette di combattere e sfidare la mancanza di etica che soprattutto la borghesia cittadina ha smontato coscientemente per adattarla al suo bisogno, ai suoi interessi ed anche naturalmente ai suoi imbrogli. Sono partigiani, Melillo e Matarazzo, militanti, l’altra parte del doppio nel quale naturalmente Franco festa si identifica. Non sono invasati della loro eticità, non la sbandierano, non la usano come uno sfollagente. L’etica è tante cose che cominciano da una, senza la quale il resto non avrebbe senso: fare fino in fondo il proprio dovere, come per prima cosa fanno Melillo e Matarazzo.

Per comprendere meglio anche quello che sta accadendo, la fase che viviamo come cittadini, poi magari ci accorgeremmo di esserci imbattuti in quisquilie e pinzellacchere, leggere La scoperta del Doppio può aiutare. E se non dovesse farlo, avremmo letto una avvincente storia che capita nella città doppia. Anche di questi giorni.