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L’EMERGENZA INCENDI E LE MOLTEPLICI RESPONSABILITA’ : RIFONDAZIONE ATTACCA

Le responsabilità e le inefficienze dell’emergenza incendi nella relazione diffusa dal segretario provinciale Della Pia

La Campania durante questa rovente estate è duramente colpita dagli incendi, le perdite inerenti al patrimonio ambientale e faunistico sono enormi, le conseguenze future legate a probabili fenomeni di dissesto idrogeologico molto pericolose. Insieme al Parco del Vesuvio, al sito archeologico di Velia e interi chilometri quadrati di boschi distrutti in ogni angolo della regione da diverse settimane anche l’Irpinia brucia, infatti, le fiamme dopo aver colpito i Monti Faliesi ed Esca oltre a decine di comuni della Provincia in queste ore devastano vaste aree di Montevergine insito nel Parco del Partenio.

Le responsabilità sono molteplici e certamente non attribuibili solo al caldo torrido o all’opera dei piromani; gravano pesantemente atti politico – istituzionali scellerati oltre agli interessi privati legati “all’industria del fuoco e dello spegnimento”, sovente ramo d’azienda della criminalità organizzata. Dal punto di vista legislativo la riforma della legge quadro sulle aree protette – Parchi – lancia segnali devastanti riguardo all’abbassamento del livello di guardia inerente alla protezione territoriale che nei fatti, tagliati i necessari fondi pubblici, si tenta di delegarla all’iniziativa dei privati che versate le royalties, avrebbero la facoltà di realizzare progetti all’interno dei Parchi, il provvedimento anche dal punto di vista economico – finanziario è talmente inadeguato da indurre la Ragioneria dello Stato con atto del 3 agosto a bocciarlo intimando una serie di correttivi. Parimenti la soppressione del Corpo Forestale dello Stato priva i territori di ottomila sentinelle che conoscendolo ed essendo addestrate erano le prime a intervenire nelle opere di prevenzione e di spegnimento. Adesso di esse solo trecento sono state trasferite al Corpo dei Vigili del Fuoco mentre settemila settecento ai Carabinieri, mentre dei trenta elicotteri preposti allo spegnimento quest’anno solo cinque sono stati adoperati.

L’appalto concernente la gestione dei diciannove Canadair di proprietà della Repubblica Italiana è un’autentica opera d’arte realizzata per prolungare quanto più possibile le operazioni di spegnimento favorendo il profitto privato, infatti, prevede una quota fissa relativa all’anno 2016 di 53 milioni di euro alla quale sommare circa 15 mila euro per ogni ora di volo; quest’anno nell’arco di un mese 13 giugno – 15 luglio i costi sono aumentati del 387% rispetto all’intero anno precedente, per chiarezza evidenziamo che qualche anno fa il responsabile del consorzio italo – inglese che gestisce i Canadair fu arrestato per evasione fiscale internazionale per 90 milioni di euro, tant’è.

La Regione Campania con la sua opera si assume gran parte delle responsabilità rispetto a quanto accade, infatti, il 3 luglio scorso ha chiuso, senza preavviso, le sale operative antincendio di S. Angelo dei Lombardi, Torre del Greco e Vallo della Lucania, trasferendo le competenze di coordinamento delle operazioni ai DOS – Direttori operazioni di spegnimento – siti a Salerno e Foce Sele, determinando in tal modo un autentico vuoto territoriale; oltre a questo c’è da dire che la stessa Regione Campania non ha approvato il piano AIB (Piano antincendio boschivo) per il 2017 badando a firmare solo il 15 luglio una convenzione con i Vigili del Fuoco per un’irrisoria cifra di 600 mila euro – pari a quaranta ore di volo di un Canadair – quale compenso per l’impegno profuso nello spegnimento degli incendi, nei fatti costringendoli, per mancanza di uomini, strutture e fondi a svolgere solo operazioni d’interfaccia nella fattispecie interventi finalizzati a proteggere solo case e/o persone.

A tutto ciò c’è da aggiungere che I Comuni non detengono e/o non aggiornano il registro degli incendi, favorendo, così, la violazione e/o l’elusione dei vincoli decennali sulle aree incendiate e raramente impongono il rispetto delle ordinanze sul taglio delle erbe e l’eliminazione di tutte le situazioni che possono innescare o far propagare un incendio, a tal proposito riemerge il ruolo degli operatori idraulico – forestali negli ultimi anni protagonisti di una durissima vertenza legata alle inefficaci progettazioni utili e necessarie per debellare incendi e dissesto idrogeologico.

La distruzione del territorio produce effetti nefasti, immediati e futuri, occorre predisporre la mappatura delle aree incendiate e classificarle in base al rischio idrogeologico, individuare iniziative e azioni di prevenzione sia nei territori privati che pubblici maggiormente esposti al rischio incendi, attivare campagne di sensibilizzazione e educazione nelle scuole e fra le popolazioni con l’ausilio di esperti, realizzare collaborando con pastori e contadini fasce tagliafuoco utili per sminuire l’effetto delle fiamme e favorire la possibilità d’intervento via terra degli operatori, organizzare squadre di primo e pronto intervento per lo spegnimento dei focolai sul nascere coordinate con le pattuglie delle Comunità Montane dislocate sul territorio, Per Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, inoltre, va ripristinato il Corpo Forestale dello Stato cancellando questa come tante altre pseudo-riforme volute dai vari Governi a guida P.D. Per finire sentiamo di rivolgere un appello ai cittadini che non devono sentirsi esonerati ed esentati dai loro compiti civici.

Rifondazione Comunista

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