LE PAGINE “BIANCHE” DEL CONCORDATO!  – LA NOTA DI NORBERTO VITALE –

LE PAGINE “BIANCHE” DEL CONCORDATO! – LA NOTA DI NORBERTO VITALE –

13 Luglio 2019 0 Di Anna Guerriero

 

L’iniziativa promossa dal sindaco di Avellino, quale che siano gli esiti, metterà comunque un ulteriore tassello di concretezza alle vicende fino all’altro ieri incerte e fumose che riguardano l’Us Avellino e la Scandone.

Fuori dalle formalità, ai commissari e all’amministratore giudiziari nominati dalla sezione fallimentare del Tribunale di Avellino e a Gianandrea De Cesare, Gianluca Festa porrà il seguente quesito: chi è interessato a rilevare le società sportive, a chi si deve rivolgere, in quali tempi e seguendo quali procedure?

Sarà questa la domanda. Non quella che rivolta a De Cesare piuttosto che a Mauriello li interroga sulla loro volontà di vendere. Questa pregiudiziale che sembra appassionare molti nei fatti non esiste: le due società non sono più nella piena disponibilità di Sidigas; sono considerate, dalla Procura che le ha sequestrate, corpi di reato in quanto beneficiarie di risorse sottratte al fisco; fanno parte di quei beni, ammaccatissimo quello rappresentato dalla Scandone, la cui alienazione è funzionale alla possibilità di contribuire in qualche modo a far uscire il Gruppo Sidigas dalle congiunture in cui è precipitato a partire dalla scorsa settimana. Questo è oggi lo stato dell’arte e potrebbe essere cambiato e ribaltato ad una sola condizione: che l’inchiesta della Procura si dimostri in tutto o in parte e comunque largamente infondata. Se questo dovesse accadere, accadrà comunque in una data che occupa un posto in un orizzonte abbastanza lontano. In ogni caso, mettere sul mercato le due società sportive, quella che ha una sua attrattività è l’Us Avellino, non sarebbe una sorta di esproprio proletario. Anzi. La richiesta accettata di concordato in bianco presuppone la loro vendita. Dovendo procedere alla ristrutturazione dell’azienda, la prima cosa che si fa è quella di tagliare i rami che con l’azienda non c’entrano, come la stessa Sidigas aveva convenuto annunciando il 3 luglio scorso il suo passo indietro rispetto a calcio e basket.

Nell’incontro di lunedì, i commissari e De Cesare non potranno forse dare risposte definitive a Festa in ordine al percorso, alle sue tappe e ai suoi tempi anche per gli intrecci civilistici e penalistici che stanno dentro la vicenda Sidigas. Si sono appena messi al lavoro ma una cosa è abbastanza certa: se nelle linee guida della ristrutturazione del debito che Sidigas dovrà formulare non venisse compresa l’alienazione di quelle attività estranee al core business aziendale, il concordato si fermerebbe anche bruscamente alla fase di pre concordato. Si chiama in bianco perché è tutto da scrivere e quello che scrivi deve essere funzionale a garantire i creditori e ad avviare il risanamento dell’azienda, peraltro possibile vista la chance che il Tribunale ha concesso respingendo la richiesta di fallimento tout court avanzata dalla Procura. Fallimento che però resta più che sullo sfondo dietro l’angolo se non vengono riempite di concretezza e credibilità quelle pagine tuttora bianche.