LE MANI DEI “CUOCHI TRAPEZISTI” SULLE ELEZIONI DI AVELLINO!

LE MANI DEI “CUOCHI TRAPEZISTI” SULLE ELEZIONI DI AVELLINO!

12 Maggio 2019 0 Di Norberto Vitale

C’è questo sondaggio pubblicato dal Quotidiano del Sud che sulla scorta di 107 telefonate ad altrettanti cittadini avellinesi vedrebbe Cipriano e Festa al ballottaggio, seguiti nell’ordine da Picariello, quindi Biancamaria D’Agostino e Preziosi appaiati, e a chiudere Amalio Santoro e Massimo Passaro.

Non è tanto la consistenza del campione interessato (con meno di 5 mila intervistati si fanno sondaggi a livello nazionale) quanto la caratterizzazione, per sesso, fasce d’età, professione, zona di residenza a conferire maggiore precisione e attendibilità ad un sondaggio. Che in ogni caso, incrocia alcune diffuse sensazione e altre ne conferma.

Intanto quella che anche sulla base delle liste a sostegno vede favoriti al ballottaggio Cipriano e Festa, con il 26 e il 22%.

Stabile il M5s che rispetto al primo turno dell’anno scorso, migliora di 2 punti, arrivando terzo con il 17%. I 5 mesi del sindaco pentastellato non avrebbero aggregato nuovi consensi.

Più che una sensazione, una quasi conferma viene dalla separazione del centrodestra: i due candidati sono dati entrambi al 12% e finiscono per eliminarsi a vicendaquando forse insieme avrebbero potuto costituire un attendibile terzo incomodo per il ballottaggio.

Il 9% di Amalio Santoro conferma che la Sinistra quando si presenta con un profilo meno identitario dal punto di vista ideologico, aumenta le sue chance. Con Santoro, cattolico democratico, già segretario provinciale del partito Popolare, guadagna più di tre punti rispetto all’anno scorso. Dovesse davvero raggiungere il 9/10% sarebbe un successo storico in città per la cosiddetta Sinistra-Sinistra.

Se il quadro dovesse essere questo, saranno decisivi i voti di chi resta fuori dal ballottaggio in quella che potrebbe essere la sfida Cipriano-Festa. Si dice che il ballottaggio è un’altra partita ed è vero. Cipriano e Festa mi pare abbiano escluso apparentamenti al secondo turno ma se direttamente o indirettamente chi è rimasto fuori deciderà di giocarla a sua volta la nuova partita, gli esiti sono affatto scontati. L’elezione di Vincenzo Ciampi insegna: senza i voti di Cipriano, Preziosi, Morano e Passaro, l’avrebbe spuntata Nello Pizza perfino agevolmente nonostante tutto.

Mancano 15 giorni al voto e ancora tutto o niente può succedere. Si può però agevolmente prevedere che sarà, chiunque ci arrivi, un ballottaggio infuocato. Mi auguro che, come pure si intravede, non si metta mano al confezionamento di liste di proscrizione, distinguendo tra i buoni, che sono buoni se appoggiano tizio, e i cattivi, che sono cattivi perché sosterranno Caio. Sarebbe la solita operazione di bassa cucina alquanto smascherata dei soliti cuochi trapezisti che fanno diventare i cattivi dell’altro ieri, i buoni di oggi. Con buone probabilità che i buoni promossi oggi, ridiventino i cattivi di domani. A differenza dei politici, e di noi giornalisti, la gente ha buona memoria. E i buoni e i cattivi se li sceglie da sé.

elezioni avellino 2019

Nelle nostre trasmissioni elettorali, ci stiamo occupando anche dei maggiori comuni chiamati al voto. Registriamo picchi di ascolto enormi nei confronti che ospitiamo tra i candidati alla carica di sindaco. Anche questo è un segnale di quanto i cittadini vogliano partecipare e capire. Confronti civili, molto caratterizzati dai programmi. I sindaci, vecchi e nuovi, hanno una responsabilità rilevante rispetto alla coesione delle comunità, aggredite dallo spopolamento, dalle difficoltà di cassa, dalle condizioni di bisogno di molti cittadini, dalla burocrazia legislativa: per fare un’opera pubblica, come per il campo sportivo di Mercogliano, si arriva al pronunciamento della Corte Europea. Vanno bene i programmi, vanno bene le competenze, ma i nostri comuni, piccoli e grandi, si salveranno, resisteranno meglio, potranno ritagliarsi pezzi di futuro, se mettono in sicurezza la coesione sociale. Che non è assicurata dal fatto che siamo tutti avellinesi, mercoglianesi, montoresi, arianesi e il resto appresso. Viene invece garantita dalla partecipazione che le amministrazioni sapranno mobilitare. Andando nei quartieri e nei rioni, spiegando cosa si sta facendo, quali sono le difficoltà, chiedendo, ascoltando, facendosi suggerire. Se non si fa questo anche una buona amministrazione consegnerà frutti che nessuno coglierà.