LE “CANNE” DEL SOTTOSEGRETARIO!

LE “CANNE” DEL SOTTOSEGRETARIO!

17 Gennaio 2019 0 Di Norberto Vitale

In una trasmissione radiofonica, il sottosegretario Carlo Sibilia ha fatto a modo suo outing. “Da studente, alle superiori, ho fumato le canne”.

A chi lo intervistava ha anche spiegato, bontà sua, che “la cannabis deve essere vista come una pianta che ha un principio attivo e che aiuta anche nelle malattie. Se ne potrebbe parlare non solo per scopi curativi, ma anche per fini ludici” Per completezza di informazione, Sibilia dice che poi ha smesso (qualcuno sui social ne dubita) perché ha preso a seguire altri interessi: la politica a tempo pieno (corretta dai social in politica a tempo perso) e il basket nel tempo libero.

Gli scopi curativi della cannabis sono noti nelle terapie antidolore e nelle cure palliative. Sono i fini ludici, che Sibilia pesca dalla sua gioventù, a preoccupare. Il fine ludico è una attività giocosa, per lo più, come dice la Treccani, svincolata da regole per dare libero sfogo alla fantasia. Dando per scontato e per certo che Sibilia ha smesso da tempo di farsi le canne, quella esperienza deve averlo molto caratterizzato e formato se negli anni ha mantenuto, diciamo così, il tratto di spensieratezza che parecchio lo distingue nel panorama poltico. Sorprende però che Sibilia alle canne legalizzate attribuisce poteri sanifici (come non sostengono una parte consistente e autorevole di medici, scienziati e ricercatori) ma consideri invece i vaccini un obbligo imposto dalle multinazionali del farmaco e da chi solo Dio sa. Di quelle promesse nell’intervista, Sibilia non mantenga quella di convincere delle sue tesi il suo diretto superiore, Matteo Salvini. Il “suo” ministro dell’Interno è già abbastanza gravemente giocoso e spensierato di suo.

*Il Post Scriptum