LAURO. DAFNEE ESTIVE: ATTESA PER IL CONCERTO DI PINO DE MAIO

LAURO. DAFNEE ESTIVE: ATTESA PER IL CONCERTO DI PINO DE MAIO

26 Agosto 2019 0 Di Leonardo D'Avenia

Pino De Maio fa tappa a Lauro (AV) nell’ambito delle “Dafnee estive”. Lo chansonnier partenopeo, che annovera tra i suoi fan il maestro Riccardo Muti e l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si esibirà in piazza Municipio dalle 22 proponendo un affascinante viaggio nel mondo della canzone napoletana di cui è tra i massimi cultori e interpreti.
La carriera artistica di De Maio inizia nel 1974 con il trio «I Michelemmà», col quale si dedica allo studio e alla ricerca della canzone popolare e d’autore. Qualche anno dopo collabora come chitarrista con Sergio Bruni e poi con lo storico gruppo «Napoli Centrale» capitanato da James Senese e Pino Daniele. Nel 1980 realizza il suo primo album da solista «Tristezza, amori e dolori di Napoli». Decide così di dedicarsi allo studio della canzone napoletana impegnandosi come compositore per le musiche dell’opera teatrale «Sole, Luna e Talia» tratta da una favola di G.B. Basile.
Nel 1986 scrive per Sergio Bruni e Salvatore Palomba, realizzando poi una raccolta di tre dischi «Napoli dal Seicento a oggi». Alla produzione discografica affianca una intensa attività di spettacoli, concerti e lavori teatrali cercando di fondere prosa, poesia e musica. Nel 1990 ancora una raccolta dedicata ad autori del calibro di Di Giacomo, Bovio, Gambardella e Viviani, a cui dedica un profondo studio fino a diventarne oggi un raffinato e sensibile interprete.
Nel 1991 De Maio raccoglie il suggerimento dello storico Max Vairo di affrontare un repertorio di musica colta tra Mercadante, Donizetti, Pergolesi, Cimarosa, Paisiello e Labriola: nasce così «600, 700 e 800 napoletano», un lavoro discografico di intenso contenuto. A teatro invece si impone con «Lo cunto de lo canto napolitano» e «Scusate, ma voi chi siete». Nel 1992 crea l’associazione culturale «La Villanella» allo scopo di divulgare e vivificare la tradizione napoletana, in particolare quella musicale, utilizzandola come strumento per il recupero dei minori a rischio: ecco la lunga collaborazione come esperto per il laboratorio musicale nel Carcere minorile di Nisida e per l’educazione alla storia della canzone napoletana in tante scuole di Napoli e provincia. Nel 1997 realizza «Ue’ guagliù», un lavoro discografico dedicato ai ragazzi di Napoli che maggiormente soffrono l’emarginazione sociale. Nel 1999 scrive il lavoro teatrale «La Ballata di Eleonor»; l’anno dopo esce il suo lavoro discografico «Omaggio a Raffaele Viviani».
Nel 2002 partecipa al Festival di Napoli col brano «Piscatore», piazzandosi al secondo posto. Nello stesso anno presenta il suo nuovo album+libro «Lo scugnizzo fuori dal branco», edito da Guida Editore e scritto dal giornalista del Mattino Pietro Gargano: ben 5mila copie vendute nei primi sei mesi, un successone, il libro viene adottato da molte scuole e carceri come educazione alla legalità.
Nel 2003 di nuovo al Festival di Napoli con il brano «Fermammece nu poco», piazzandosi nuovamente secondo. Nell’estate del 2004, Pino De Maio si esibisce a Ravenna: tra il pubblico c’è anche il maestro Riccardo Muti che al termine dello spettacolo afferma: «Questa sera ho sentito la vera essenza della musica napoletana».
Nel 2010 inizia a lavorare ad un ambizioso progetto che testimonia l’esperienza di quasi un ventennio vissuto coi ragazzi detenuti nel Carcere di Nisida: nasce così l’opera musicale dal titolo «Marialuna», che riceve il plauso dell’allora Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Guarda caso, viene poi insignito della Medaglia della Repubblica per i meriti artistici.