SE L’AREA VASTA FINISCE NELLA MAPPAZZA POLITICANTE!

SE L’AREA VASTA FINISCE NELLA MAPPAZZA POLITICANTE!

28 Marzo 2017 0 Di Norberto Vitale

Dopo tanto anche inglorioso penare, il consiglio comunale di Avellino riesce, in quarta battuta, a votare il progetto di Area Vasta. Mancava la firma del capoluogo a quelle già messe in calce da altri 37 comuni. Le fantasmagoriche ed anche incommentabili traversie della maggioranza, che una volta c’è e un’altra sparisce, hanno ritardato l’iter che da ieri, finalmente, mette in pista Avellino come capofila del progetto.

E’ una grande e forse tra le ultime occasioni che il capoluogo ha per risorgere come punto di riferimento, che nel frattempo si è geograficamente ristretto, per una comunità che fa riferimento a 180 mila abitanti su 3 mila chilometri quadrati. Per fare cosa? Si tratta di progettare infrastrutture sociali, economiche, ambientali per intercettare 100 milioni di euro che sono a disposizione nella programmazione dei fondi europei 2014-2020. Avremo modo di conoscere e valutare come Avellino e i 37 comuni dell’Area Vasta si muoveranno a cominciare dalle prossime settimane. Possiamo però già dire una cosa: se l’Area Vasta si traduce in una congrega di piccole convenienze, di quei 100 milioni se ne intercetteranno pochi e non serviranno ad alcuno. Serve invece visione, corresponsabilità, ambizione. Insomma, bisogna provare a volare alto e mettere da parte la bassa cucina.

Una avvertenza doverosa, per quanto scontata, che ha nulla a che vedere con le interpretazioni che si sentono in giro. In una parola: si intraprende un percorso, e abbiamo detto quanto sia importante per la condizione di prostrazione che Avellino avverte, e ci si interroga sul cui prodest, a chi giova, chi ci guadagna, a chi riuscirà meglio il giochetto, quali rendite politiche ed elettorali ne caverà tizio piuttosto che caio. Ragionamenti, chiamiamoli così, che mischiano pere e mele, nella migliore tradizione della bega provincialista. E’ questo il modo, non so quanto consapevole, per sviare l’attenzione sul merito dell’Area Vasta, avvolgendo tutto nella mappazza politicante nella quale, come al bar sport, ognuno fa il suo intervento a gamba tesa per vedere l’effetto che fa. Vogliamo dirlo con largo anticipo. Seguiremo passo passo il percorso, in qualche modo faremo la nostra parte, svolgendo per quel che è dato ai giornalisti la funzione di controllo, funzione che si può esercitare se le cose si conoscono, si studiano, ci si applica. Se poi ci sarà un ritorno politico per questo o quello, non solo è normale, ma è da auspicare: vorrà dire che i cittadini avranno riconosciuto a questo o quello la capacità di aver saputo concorrere, guidare un progetto che avrà portato buoni frutti per tutti.