L’APPELLO: «NON ACCANTONARE LA QUESTIONE IRISBUS, ORA PIÙ CHE MAI»

L’APPELLO: «NON ACCANTONARE LA QUESTIONE IRISBUS, ORA PIÙ CHE MAI»

5 Gennaio 2019 0 Di La redazione

Carmine Loffredo, ex imprenditore e coordinatore dell’Indotto Irisbus, denuncia l’assenza di sinergie e azioni strategiche per il rilancio della produzione in Valle Ufita. Soluzioni a portata di mano non vengono percorse: perchè (?) si chiede Loffredo che nel contempo lancia un accorato invito a non accompagnare la fabbrica nel cimitero degli elefanti per responsabilità diffuse….Riceviamo e pubblichiamo

“Sono trascorse le vacanze di natale e Capodanno (tutti tacciono), manca all’appello solo la “Epifania” che  spero distribuisca cioccolato e caramelle,   a chi  in questi ultimi anni è stato buono e generoso.  Mentre per i furbetti e filibustieri  solo cenere e carbone (e non mi riferisco al solo protagonista della I.I.A.).

Non so se è un bene o un male dover interloquire con i nuovi proprietari  del polo industriale,  ormai  turco. Non so se  siamo passati dalla padella alla brace, considerato anche che l’amministratore delegato della Karsan è un italiano ex dirigente fiat….

Le istituzioni, i sindacati e i parlamentari irpini che si sono succeduti in questi ultimi quattro anni dov’erano? Non hanno mai effettivamente spinto verso una  soluzione efficace della vertenza ed oggi cosa propongono o pensano di fare?

Riflettendo, più volte (anno dopo anno) ho proposto denunciato i loro comportamenti di facciata, ma invano.

Forse per essere ascoltato dovevo fare il sobillatore ed indurre gli scontenti  a mettere a fuoco la città di Avellino e la  capitale, come sta avvenendo in Francia.

Ma ho sempre condannato questo modo di fare, credendo in un fattivo dialogo.

Ma le proposte e soluzioni avanzate, insieme alle aziende dell’indotto, non sono mai state prese in considerazione,  e ciò mi rattrista: “Non c’e’ peggior  sordo di chi non vuol  sentire…”

Vi è di più. Sono convinto che nei prossimi non  succederà nulla,  perché nessuno delle succitate istituzioni, sindacati e  parlamentari irpini ha una soluzione; confidano solo nel tempo che passa : ed in una proroga della cassa integrazione per gli attuali dipendenti Iia.

E sembra che anche il governo ha l’unico scopo di “acquietare” le maestranze, stanziando ulteriori fondi per ammortizzatori sociali per il 2019, per la gioia dei  sindacati,  parlamentari irpini, sindaci del territorio, e perché no di Confindustria, che tutti insieme saranno sull’ultima “passerella, per  accompagnare con serenità   la Ex irisbus (o polo italiano di produzione bus) al cimitero degli elefanti, facendo avverare la  profezia   dell’uomo del monte di otto anni fa (di far cessare definitivamente la produzione dei bus in italia; per non dare fastidio agli altri stabilimenti europei irisbus, idonei  comunque  a produrre bus per il mercato nazionale).

Mi rimane il  sogno di scorporare la questione in più parti da trattare su tavoli diversi, con  nuovi o vecchi protagonisti  che operino finalmente con le necessarie competenze sugli argomenti da affrontare:

  • È giusto che il primo tavolo veda protagonisti il governo con i sindacati, per decidere sugli ammortizzatori sociali per i prossimi sei mesi.
  • Contemporaneamente è da aprire un secondo tavolo di discussione, con la partecipazione del governo, parlamentari irpini, Fimmeccanica ed altri interessati, tra cui le aziende dell’indotto delle Campania e dell’Emilia Romagna, per capire quale il nuovo effettivo assetto societario della Iia, quale il suo capitale, quale il suo piano industriale e creare le condizioni affinché’ il polo unico sia italiano e non turco (evitando che gli italiani diventino dipendenti  extracomunitari della Turchia, nazione non europea)

 

  • Comunque, è poi da aprire un terzo tavolo , per una  rivisitazione di quanto avvenuto in questi ultimi otto anni , anche da un punto di vista  giuridico e legale, considerando  l’avvento e l’operato della I.i.a Spa  del dott. Stefano Del Rosso.

E, dopo aver ricostruito il tutto, eventualmente decidere di sottoporre il dossier raccolto anche ad un magistrato per verificare se c’è stata una strategia volta a impedire l’effettiva nascita di un polo industriale tutto italiano…  e per quantificare quanto è costata detta ipotetica strategia  alle casse dello  stato italiano (otto anni  degli ammortizzatori sociali /cassa integrazione, pensionamenti anticipati, finanziamenti a fondo perduto e tasso agevolato, etc).

In conclusione, se non interverrà un effettivo impegno dei turchi, bisognerà acclarare quanto ancora costerà l’eventuale fallimento che può materializzarsi,  favorito dalla fuga del comandante che ha abbandonato la nave, in  affondamento ancor prima che sia uscita  dal porto…

Il sogno sopra descritto non vuole essere  solo una procedura , e solo  il voler  capire perché non è decollata  l’ industrializzazione del polo unico di produzione autobus in italia, facendoci sentire un po’ responsabili di quanto ci è accaduto,  ma si pone soprattutto  l’obiettivo di non farci travolgere dalla corrente senza opporre resistenza, e creare le premesse per la migliore evoluzione della vicenda, con un esito che possa salvaguardare l’economia e l’occupazione della nostra provincia.

Sarei felicissimo di essere  smentito nel mio razionale pessimismo”.

Carmine Loffredo – Coordinatore ex indotto Irisbus