LAPIO PREMIA D’ONOFRIO. “BATTERE IL PILASTRO DELL’OMERTÀ”

LAPIO PREMIA D’ONOFRIO. “BATTERE IL PILASTRO DELL’OMERTÀ”

22 Febbraio 2020 0 Di La redazione

Il Procuratore aggiunto, grato ai ragazzi di Lapio per il riconoscimento nell’impegno per la legalità, racconta la camorra, l’Irpinia e le vele: “Sono fiero, contento, onorato, commosso del fatto che ragazzi del territorio sul quale opero hanno inteso darmi un riconoscimento. La cosa mi tranquillizza e responsabilizza al tempo stesso. Quante volte mi sono sentito solo ? Nelle circostanze peggiori, quando sono stato esposto a minacce -spiega il Pm – ho trovato una rete, soprattutto tra colleghi , che mi ha dato pubblica solidarietà. L’isolamento è peggio delle intimidazioni . Queste iniziative servono a non far sentire soli o intimiditi quanti operano quotidianamente per la giustizia. Ai ragazzi qui cosa dico della camorra ? Vengo da convegni svolti al Nord dove i ragazzi non hanno consapevolezza del crimine organizzato. Vengo dalla procura di Reggio Calabria, dove Gratteri insisteva per le intercettazioni nel locale dove poi ci sarebbe stata la strage di Duisburg, la Germania non aveva ancora capito cosa stava accadendo . Ci sono territori dove la mafia deve controllare, imporre il predominio armato e altri dove deve investire, ripulire i milioni di euro incamerati con la droga . Il territorio dell’Irpinia dopo il terremoto era appetito per questo dalla camorra. In questi territori, vergini dalla occupazione militare, i ragazzi devono affinare i sensi per vedere dove e come il metodo mafioso rischia di radicarsi. Un metodo diverso, la prevaricazione dovuta al silenzio: va combattuto il voltarsi dall’altra parte, va battuto il pilastro dell’omertà” . C’è chi chiede a D’Onofrio cosa ha provato nel vedere venire giù la vela verde di Scampia con l’abbattimento: “Non ho voluto guardare . L’abbattimento ritengo sia solo un inizio . A bagnoli doveva esserci la bonifica ci sono ancora acciaierie . Andrò a Scampia quando il progetto sarà realizzato”.