L’AMMUCCHIATA DI CIAMPI

L’AMMUCCHIATA DI CIAMPI

16 Giugno 2018 0 Di Sandro Feola

E’ davvero un’ammucchiata di partiti, movimenti, liste civiche, correnti e sottocorrenti quella che si è determinata intorno a Vincenzo Ciampi, il candidato dei 5 stelle alla carica di sindaco di Avellino. Partiti e listarelle che fino a pochi giorni fa se le sono suonate di santa ragione, insultandosi e delegittimandosi, dicendo l’uno dell’altro tutto il peggio possibile, usando espressioni che gli scaricatori di porto avrebbero valutato eccessive.

Ma in linea con il “predicare bene e razzolare male”, che caratterizza il Movimento grillino nel suo complesso, i penstastellati di casa nostra hanno prima chiuso un occhio, dicendosi disponibili a contrattare voti in consiglio comunale, e poi un altro, per lanciarsi mani e piedi in quell’orgia di contraddizioni, paradossi e incoerenze che è rappresentato dal rassemblement-ammucchiata “Cipriano – Morano – Ciampi – Preziosi.”

Ma andiamo per ordine:

Luca Cipriano

Il leader di ‘Mai Più’, Cipriano, rivolgendosi al M5S ha dichiarato: «Il cambiamento necessita di competenze, il loro candidato gira con un Bignami scritto da altri. Di Maio non tornerà più, usano gli stessi metodi della vecchia Dc». Come se non bastasse, ha aggiunto: “Vincenzo Ciampi, un candidato che gira con un’agendina che nasconde un vero e proprio Bignami scritto da altri, ovvero appunti per ogni singolo tema che il buon Ciampi non può fare a meno di leggere ad ogni occasione perché, altrimenti, non saprebbe cosa dire.” Sul comizio di Di Maio, ha chiosato: “Mi pare del tutto evidente che questo è il vecchio modo di intendere la politica, è lo stesso metodo che usava la DC. Qualcuno gli consegnerà dei dossier su Acs, Aias, Fma e qualche altra questione, lui dirà qualche parola ad effetto poi andrà via e non tornerà più. E agli avellinesi toccherebbe essere amministrati da persone non certo all’altezza per tutto l’anno. Altri guai, altri problemi. Non credano vogliano questo.” Sic!

Ciampi, che ora è nella stessa ammucchiata di Cipriano, ha risposto:Luca Cipriano si presenta come una presunta novità. E’ nato e cresciuto con il Pd che lo ha nominato addetto stampa al Comune di Avellino, nominato per due volte presidente del Teatro Gesualdo e presidente del Cimarosa. Adesso si presenta come il nuovo che avanza”. Poi ha aggiunto: “Luca Cipriano si presenta come una presunta novità. E’ nato e cresciuto con il Pd che lo ha nominato addetto stampa al Comune di Avellino, nominato per due volte presidente del Teatro Gesualdo e presidente del Cimarosa. Adesso si presenta come il nuovo che avanza” Sic!

Cipriano, proprio per non farsi mancare nulla, ha ribattuto: “Ciampi, ha già dimostrato di essere completamente a digiuno di ogni procedura amministrativa, evidenziando una grande approssimazione nelle proposte alla città. Gli avellinesi non cadranno nella rete del presunto cambiamento senza qualità dei 5 Stelle avellinesi“. Sic!

E poi ci sono Morano e Preziosi che, in buona sostanza, hanno detto male l’uno dell’altro, ed entrambi hanno detto male di Ciampi. Che a sua volta ha vomitato le solite contumelie che riservano a tutti gli avversari, salvo rimangiarsele, come in questo caso, appena viene fuori l’esigenza di mettere su un’ammucchiata pro poltrone.

Ma di che tipo di ammucchiata si tratta? E’ quella di coloro che non hanno nulla in comune se non un miscuglio di rancore, spirito di avversione, risentimento per incarichi non ricevuti, e trovano sintesi nel potere e nella sola voglia di occupare le poltrone di Palazzo di Città. L’obiettivo non è quello di immaginare un’amministrazione efficiente per Avellino, che non può esserci per via della maggioranza in consiglio già assegnata al centrosinistra, ma la mera e sterile occupazione di poltrone e il potere fine a se stesso. Ecco perché Luca Cipriano ha deciso di sostenere quel movimento che lo ha crocifisso sull’altare-palcoscenico del Teatro Carlo Gesualdo. Anche al costo di una incoerenza plateale.

Scelte legittime, ci mancherebbe, quelle di Cipriano, Morano, Ciampi e Preziosi, ma che tradiscono una sconcertante incoerenza e una evidente irresponsabilità. Ignorano, o fanno finta di non sapere, che il bene dei cittadini si realizza anteponendo l’interesse generale a qualsiasi sentimento personale. Specie se questi si chiamano ambizione e vendetta.