LACENO D’ORO, IL PROGRAMMA DELLA SETTIMA GIORNATA

6 dicembre 2016 0 Di La redazione
Proiezioni, tavole rotonde ed incontri con gli autori : il Laceno d’oro è questo e tanto altro. Come sempre sarà molto ricca la giornata di domani.
Si comincia alle 10 con “I tre ladri” di Lionello De Felice, presso l’Istituto Galiani di Montoro.
La proiezione rientra nelle iniziative per il centenario della nascita del regista Lionello de Felice, cineasta versatile e di fama internazionale, che tra gli anni Quaranta e Sessanta fu regista di film di successo (Cento anni d’amore, I tre ladri, Costantino il Grandee altri), De Felice è stato anche aiuto regista di Alessandro Blasetti e Renè Clair, sceneggiatore, ispettore di produzione.
Alla stessa ora, ma all’Auditorium comunale di Ariano Irpino, c’è “Il corridore” di Amir Naderi, vincitore del Premio Camillo Marino alla carriera.
In serata, alle 19, al Carcere Borbonico,  Tavola rotonda dedicata al libro “Pionieri del cinema napoletano, le sceneggiature di Vincenzo e i film perduti di Eduardo Scarpetta” con Sergio Bruno della Cineteca Nazionale, il prof. Pasquale Iaccio dell’Università di Salerno e Mariolina Scarpetta.
La presentazione del testo sarà nell’ambito del dibattito “Vincenzo Scarpetta, il suo cinematografo”, promosso dalla Cineteca Nazionale di Roma, il Festival Internazionale del Cinema “Laceno d’oro” e la Cactus filmproduzioni, moderato dal prof. Paolo Speranza, occasione di incontro e riflessione sul cinema scarpettiano.
A seguire “Tutto per mio fratello e il gallo nel pollaio”: proiezioni sonorizzate dal vivo di Giosi Cincotti, compositore e Anacleto Vitolo, musicista elettronico
Alle 21 al cinema Partenio spazio ai corti “Happy Endings e Ballata dell’ipocondria” di Antonello Matarazzo.
Mentre alle 21, all’Auditorium comunale di Ariano sarà riproposto “Io, Daniel Blake”
di Ken Loach
Si chiude alle 21,30, al cinema Partenio con  “Le mille e una notte” di Miguel Gomes (parte 2)
I NUMERI DEL LACENO D’ORO
13 giorni di programmazione, oltre 40 titoli selezionati, più di 60 appuntamenti in cartellone, 21 incontri con autori, attori e sceneggiatori, 8 comuni coinvolti, 17 location differenti, 5 performance audio/video, 4 mostre, 2 concerti, 2 workshop ed 1 master class.
LE SCHEDE DEI FILM
I TRE LADRI
Tapioca è un povero ladro di galline che si fa prendere spesso. Per scappare da un negoziante dopo il furto di un salame, precipita tramite un lucernario in una casa signorile deserta. Dopo essersi saziato con le vivande rinvenute in cucina incontra il suo vecchio “apprendista” Gastone Cascarilla, divenuto nel frattempo ladro di classe: impeccabile in frac, cilindro e redingote, vuole estorcere dei soldi alla moglie del ricco imprenditore Ornano, proprietario della casa. Gastone, in possesso delle lettere che la moglie ha inviato a uno dei suoi numerosi amanti, si fa dare la combinazione della cassaforte da questa. Riesce così a rubare 10 milioni e a scappare indisturbato. Tapioca invece rimane ancora nella casa e viene scoperto mentre scappa. Identificato da Ornano in quanto pregiudicato viene arrestato in quanto creduto lo svaligiatore della cassaforte. Ornano vuole a tutti i costi riottenere il denaro rubato in quanto senza di esso finirebbe in bancarotta. Quei soldi infatti gli permettevano di reggere l’intero impero finanziario di cui era proprietario fungendo via via da “anticipo” per tutta una serie di operazioni al limite della legalità…
FIORE
Regia: Claudio Giovannesi
Durata: 109′
Origine: Italia, 2016
Soggetto e sceneggiatura: Claudio Giovannesi, Filippo Gravino, Antonella Lattanzi
Interpreti: Daphne Scoccia, Joshua Algeri, Valerio Mastandrea, Laura Vasiliu, Aniello Arena, Gessica Giulianielli, Klea Marku, Francesca Riso
Fotografia: Daniele Ciprì
Produzione: Pupkin Production, IBC Movie; in collaborazione con Rai Cinema
Carcere minorile. Daphne, detenuta per rapina, si innamora di Josh, anche lui giovane rapinatore. In carcere i maschi e le femmine non si possono incontrare e l’amore è vietato: la relazione di Daphne e Josh vive solo di sguardi da una cella all’altra, brevi conversazioni attraverso le sbarre e lettere clandestine. Il carcere non è più solo privazione della libertà ma diventa anche mancanza d’amore. Portentosa conferma del talento dietro la mdp di Claudio Giovannesi, Fiore è un’opera esemplare per il cinema italiano, modello di equilibrio tra i diversi piani del racconto che dovrebbe essere studiato e tenuto bene a mente dai troppi nostri cineasti dell’eccesso iperrealista e dello stile urlato e scomposto. Giovannesi conferma la sua sensibilita’ nel lavoro con gli attori non professionisti gia’ vista in Alì ha gli occhi azzurri e aggiunge qui una notevole capacità di girare in spazi angusti e strettissimi reinventando continuamente movimenti e punti di vista della mdp, grazie ai funzionali pianosequenza di Daniele Ciprì, che esplicitano una certa ambizione dal punto di vista cinematografico che il regista non nasconde neanche negli aperti riferimenti cinefili intrecciai tra le sue inquadrature.
Designato Film della Critica da parte del SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani) alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2016
IL CORRIDORE
Regia: Amir Naderi
Durata: 95′
Origine: Iran, 1985
Soggetto e sceneggiatura: Amir Naderi, Behruz Gharibpur
Fotografia: Firuz Malekzadh
Produzione: Kanun (Istituto per lo sviluppo intellettuale dei bambini e degli adolescenti
Amiru è un ragazzino senza padre e madre, che vive da solo all’interno della carcassa di un battello abbandonato sulla spiaggia di una cittadina sul Golfo Persico. Per guadagnarsi da vivere Amiru si impegna in mille lavori: insieme all’amico Musa nuota al largo per raccogliere le bottiglie che le navi da crociera scaricano in mare, allestisce un baracchino per pulire le scarpe dei passanti e vende acqua fresca. Ma l’attività preferita di Amiru è correre. Talvolta corre per sottrarsi ai soprusi degli adulti e dei suoi stessi coetanei, ma più spesso lo fa senza alcuna ragione né destinazione, semplicemente per la sensazione di libertà che ciò regala. Quando Musa se ne va Amiru decide di andare a scuola per imparare a leggere e scrivere. Trascorre, così, il suo tempo libero a studiare l’alfabeto, ma decide ugualmente di partecipare a una gara podistica, in una continua sfida degli altri e di se stesso. Storia in gran parte autobiografica, sullo sfondo infuocato delle raffinerie che si vedono in lontananza. Lo sguardo errante del bambino è anche quello del regista, al di fuori da regole culturali o contando di rifugiarsi nella terra di nessuno per poter esistere.
 
HAPPY ENDING
Regia: Antonello Matarazzo
Interpreti: Cristina Pedratscher
Musiche originali: Gianvincenzo Cresta
Musicisti: Benjamin Carat violoncello; Cecile Dibon-Lafarge soprano; Riccardo Balbinutti marimba; Christophr Desjardins violoncello
Fotografia: Antonello Matarazzo
Genere: videoart, experimental, musical
Nazione: Italia
Anno: 2016
Durata: 5.30
Non c’è un disegno o una logica che progetta le nostre vite. Esse sono sempre esposte all’imprevedibile, alla contingenza, a ciò che, fuori dal nostro orizzonte di senso, finisce invece per determinarci.
Tre episodi misteriosamente collegati tra loro, tre ipotetici finali per un film mai girato.
Il soggetto di questo corto è volutamente assente. Se ne vedono solo le conseguenze in tre possibili, simultanei finali. L’ineluttabilità degli eventi – a volte magici e misteriosi, altre volte tragici e visibili – condizionano profondamente il proprio essere al mondo. Non si tratta tuttavia di un elogio della predestinazione. Non c’è un disegno o una logica che progetta le nostre vite. Esse sono sempre esposte all’imprevedibile, alla contingenza, a ciò che, fuori dal nostro orizzonte di senso, finisce invece per determinarci. Partendo, dunque, dal verificarsi di un evento impenetrabile e oscuro, la vita di X assume infatti tre differenti modalità espressive.
Vengono così messe in scena tre tipi di femminilità: una motociclista, emblematica di un modo di vivere ribelle, fuori della convenzionalità e pronta a tutto per affermare i propri valori. Una donna ‘tradizionale’, rappresentata come una sposa il cui immaginario è totalmente colonizzato su un modello di vita familiare e domestica. Infine una dark lady che invece proietta un modello di seduttività trasgressivo e libertino.
Un ipotetico, misterioso evento produce dunque tre differenti esistenze per la stessa donna che, nonostante ciò, si produrrà in un analogo finale. In fondo non siamo che essere-per-la-morte.
 
LA BALLATA DELL’IPOCONDRIA
Regia: Antonello Matarazzo
Genere: videoclip
Nazione: Italia
Anno: 2016
Durata: 6.25
Dir. di Produzione: Alfredo Caserta
Fotografia: Alessandro Farese
Suono, montaggio, effetti: Antonello Matarazzo
Musiche: Canio Loguercio
Interpreti: Canio Loguercio, Alessandro D’Alessandro, Peppe Servillo, Maria Pia De Vito, Rocco Papaleo, Massimo Borriello, Giorgia Cipolletta, Asia Conte, Miriana Esposito, Martina Ferrante, Hilde Grella
“[…] Un percorso per musica e immagini sospeso tra narrazione e sperimentazione, tecnologia e tribalismo. Ballata dell’ipocondria (o del vibrione innamorato) concentra innanzitutto il lavoro simbolico sulla cromia, con le coreografie di Hilde Grella e il playback di Loguercio che interviene in alcuni punti insieme all’organettista Alessandro D’Alessandro, mentre gli altri guest vocalist (tra cui Peppe Servillo, Rocco Papaleo, Maria Pia De Vito) si materializzano sotto forma di maschere fotografiche o “cellule video” osservate su un piccolo monitor in questo surreale laboratorio dalla scenografia abbagliante e vagamente kubrickiana dove, con tute bianco-asettiche, tra ampolle, microscopi e altre improbabili attrezzature mediche, si tenta di isolare il virus dell’amore, che ha infettato irrimediabilmente il musicista (tanto da assumere egli stesso sembianze di vibrione) e potrebbe espandersi contagiando l’intera umanità.” (Bruno Di Marino, Squilibri 2016)
LE MILLE E UNA NOTTE PARTE SECONDA
Regia: Miguel Gomes
Origine: Portogallo/Francia/Germania/Svizzera, 2015
Durata: vol.2 Desolato (131′)
Interpreti: Crista Alfaiate, Adriano Luz, Américo Silva, Rogério Samora, Carloto Cotta, Fernanda Louriero.
Distribuzione: Milano Film Network
Tre film (Inquieto; Desolato; Incantato) ambientati nel Portogallo in crisi di oggi. Qui un regista intende inventare delle storie, ispirate alla penosa realtà in cui vive: non riuscendo però a trovare un significato nel proprio lavoro, fugge, da vigliacco, lasciando al suo posto la bella Sherazade. Alla ragazza occorrono entusiasmo e coraggio per non annoiare il re con le tristi storie del Paese. Con il passare delle notti, l’inquietudine cede il passo alla desolazione, che lo cede all’incanto. Perciò Sherazade organizza le storie che racconta al re in tre volumi. Inizia così: “Ho saputo, re fortunato, che in un triste Paese tra i Paesi…”.
Il dissenso della narrazione: sei ore e 20 minuti suddivisi in tre volumi per affermare l’unico dominio che resta alla libertà del dire, ovvero la fuga nelle anse di racconto che rimanda la fine del tempo, parcellizza la durata dell’esistere nella verità del resistere… Il gesto è politico, l’imprinting militante, ma trattasi di Miguel Gomes, uno che infondo sa bene di ritrovarsi la faccia che si merita, sicché lo scarto logico sta tutto nell’ironia del controsenso offerto da un narrare tutt’altro che funzionale alla logica dei presupposti…
 

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