Home / Attualità / LA VERSIONE DI FOTI E LA CITTA’ SBRINDELLATA

LA VERSIONE DI FOTI E LA CITTA’ SBRINDELLATA

La lettura di questi quasi quattro anni vissuti dalla città di Avellino da parte di Paolo Foti, così come l’abbiamo ascoltata nell’intervista a Tempo Reale, può apparire parziale se non proprio riduttiva a fronte della realtà che il sindaco si appresta a consegnare agli avellinesi tra poco meno di un anno.

Sottolinerei una obiezione su tutte: non sapevo tutta la verità sulle cose che ereditavo, dice Foti, nel senso che stavano molto più aggrovigliate e molto peggio di quanto normalmente potesse e dovesse ritenere. Non è una bugia postuma quella del sindaco. Anche Tonino Di Nunno, il giorno dopo l’elezione, apprese dal segretario generale del Comune, che non c’erano soldi neanche per tenere accese le luci nell’ufficio del sindaco.

L’obiezione consiste nel modo in cui successivamente ha affrontato, per così dire, quelle nascoste verità. Intanto, avrebbe dovuto anche per il suo bene comunicare ai cittadini lo stato dell’arte dal quale partiva. Quattro anni dopo, se uno dice che questo è un alibi, non gli puoi dar torto. Anche perché le azioni successive non sono apparse in linea con il pesante ingombro che quei nodi, a detta di Foti, costituivano per una più serena programmazione della sua azione di governo. Per indole, scomodando una metafora ciclistica, Foti è un passista. Ha scelto di fare buon viso a cattivo gioco ed è andato avanti con il suo passo, in discesa, in pianura e in salita. Pochi guizzi e mai una fuga.

Detto questo, Foti dice una cosa che va condivisa e non è un alibi: l’organizzato manicomio che in questi anni è diventato il Partito Democratico. Ci sono anche altri manicomi, ma dato che questo è il partito più rilevante elettoralmente, a suo modo organizzato e presente sui territori, il fatto che continui ad essere un manicomio deve far riflettere. La considerazione finale: la politica che non c’è. Modo di dire sbagliato. La politica c’è sempre. Quella che oggi passa il convento è di scarsissimo conio. Nella quale l’unica inutile e giustamente inascoltata autorevolezza baserebbe su gruzzoli di voti e cordate borboniche che fanno su e giù da poppa a prua. L’autorevolezza c’è quando chi parla indica direzioni, viene ascoltato, fa riflettere. Per dirne una, nella Dc, Aldo Moro aveva meno voti di tutti all’interno del partito, contava quanto il due a briscola e sappiamo di quale influenza era capace. Dato che non c’è autorevolezza, il contagio che l’autorevolezza produce in una comunità politica, non ci può essere passione. Come in tutte le cose, anche la politica senza passione consegna frutti avvelenati e anime morte che galleggiano sulla palude. E poco importa distinguere tra vittime e carnefici. Nella politica di basso conio tutti sono un po’ entrambe le cose. La distinzione oltretutto diventa oziosa e fastidiosa se poi di mezzo c’è la trama sbrindellata della città.

Circa Norberto Vitale

Norberto Vitale

Vedi Anche

PRATOLA SERRA, ARRESTATA DAI CARABINIERI 55ENNE RESPONSABILE DI EVASIONE.

I Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano hanno tratto in arresto una 55enne originaria del ...

BAGNOLI IRPINO, ANZIANO DENUNCIATO DAI CARABINIERI PER ABUSO EDILIZIO

Un’altra persona è stata denunciata dai Carabinieri della Stazione di Bagnoli Irpino per aver realizzato ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *