LA SOLITA GIOSTRA SUGLI “IMPRESENTABILI”!

LA SOLITA GIOSTRA SUGLI “IMPRESENTABILI”!

2 Febbraio 2018 0 Di Norberto Vitale

Ogni giorno ha la sua pena! L’agenda elettorale oggi propone il tema degli impresentabili. Quei candidati sul conto dei quali la magistratura ha avviato inchieste, ha rinviato a giudizio o nei confronti dei quali è stata già emessa una sentenza di colpevolezza di primo grado.

Per seria che sia, la questione ha smesso di esserlo per una elementare ragione consacrata dai fatti: nessuno tra i partiti e movimenti, ma proprio nessuno, sfugge alla casistica di cui sopra. Anziché individuare un metro di giudizio condiviso o almeno condivisibile, ognuno va al di sopra per ricavarne quella utilità marginale, ma utilissima, soprattutto in tempi di campagna elettorale. Nascono così sezioni e sottospecie dell’impresentabilità nelle quali l’avviso di garanzia o il rinvio a giudizio, mettiamo per rapina o per stupro, per voto di scambio o per peculato, per associazione a delinquere o per contiguità mafiosa, sta ancora in equilibrio con il principio della presunzione di innocenza, soprattutto se il destinatario ci appartiene. Diventa un caso clamoroso, eticamente insopportabile se appartiene agli altri. E se gli altri, i sodali dell’inquisito difendono la sua presenta innocenza, finiscono derubricati a complici.

Si comprende bene che stiracchiando di qua e di là la coperta, non se ne venga mai a capo perché la storia, a parti invertite, è destinata a ripetersi all’infinito.

L’ancoraggio sarebbe la Costituzione, a sua volta stiracchiata a seconda delle convenienze, che pone la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio come principio giuridico ricavato dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1948. Oppure, essendo i partiti associazioni dotate di personalità giuridica, possono liberamente introdurre nei propri statuti norme e regole di comportamento e praticarli all’occorrenza.

Le due visioni non sono in contraddizione, ma diventano surrettiziamente lo spartiacque che mette da una parte i disonesti e i cattivi, e dall’altra gli onesti e i buoni. Praticamente quel che serve per ricominciare la giostra!