LA “SFIDA” DI D’AGOSTINO!     LA NOTA DI NORBERTO VITALE

LA “SFIDA” DI D’AGOSTINO! LA NOTA DI NORBERTO VITALE

29 Febbraio 2020 0 Di Anna Guerriero

Dopo un anno vissuto pericolosamente all’insegna della massima incertezza, della confusione e degli intrighi, alcuni dei quali mai chiariti, tutti concordano che con Angelo D’Agostino alla guida dell’Us Avellino ci sono le condizioni per ripartire seriamente ma soprattutto per programmare un percorso che ha come primo obiettivo il ritorno quanto prima e intanto in Serie B. Non importa fissare in quanto tempo questo avverrà; è più importante confidare nel fatto che chi lavora a questo obiettivo abbia le capacità, le competenze e le risorse necessarie per raggiungerlo. D’Agostino è avvantaggiato da una preliminare condizione di partenza: non è lui ad avere bisogno del calcio, ma il calcio ad avere bisogno di lui. Quindi non ha bisogno di fare il fenomeno, sbalordire, proclamare. Organizzerà invece la società per rendere meno inesatta una simil-scienza incerta come il calcio, mettendo nel conto che l’intuito di un momento può produrre risultati che magari vengono negati alla migliore delle organizzazioni. Fare calcio è come andar per mare: non ci sono certezze assolute ma piuttosto incertezze da governare. Contrariamente al suo interesse, ha deciso di salvare un patrimonio comune che tempo altri due mesi, sarebbe scomparso. E’ un benefattore? No. Si è fatto guidare dalla passione e, avendone le possibilità, ha sentito la responsabilità di fare la sua parte. Altre dietrologie lasciano il tempo che trovano, a cominciare dalle connessioni con la politica, come sostengono gli sciocchi e gli sciocchi per partito preso: i loro orologi sono fermi da tempo. Se c’è una cosa che ad un politico oggi conviene non fare, soprattutto in provincia di Avellino, è quella di mettersi nella vetrina calcistica. Lo sa bene Angelo D’Agostino che per questo, senza mitizzazioni ed esagerazioni, merita rispetto, considerazione e solidarietà per il coraggio che ci mette. Coraggio che taluni, con vistosa ostilità pregiudiziale non intendono riconoscergli come invece gli riconosce la stragrande maggioranza che saluta il suo arrivo come una liberazione. Mancati attestati di cui comunque si può fare a meno. D’Agostino piuttosto si aiuterà pensando a Bill Shankly, storico allenatore del Liverpool fino al ’74, che a proposito del calcio e delle pulsioni che lo animano a tutte le latitudini, diceva: Alcuni credono che il calcio sia una questione di vita o di morte. Shankly non era d’accordo. Il calcio -aggiungeva- è molto, molto di più di una questione di vita o di morte.

E’ con questo strano, capovolto ma anche meraviglioso mondo che D’Agostino dovrà misurarsi.