LA RICETTA DEL DOTTOR STRANAMORE

21 marzo 2018 0 Di Norberto Vitale

Vero è che ci si abitua a tutto e che nulla finisce per spaventare più di tanto. Ma insomma leggere Davide Casaleggio che sul Washington Post annuncia la morte della democrazia delegata, quella fondata sul suffragio universale, se non un brivido almeno un refolo di inquietudine dovrebbe appena spettinare le coscienze.

Si può minimizzare o far finta di niente, come di fronte ad una chiacchiera da osteria col fiasco a portata di mano?

Si dà il caso che Casaleggio, e la circostanza diventa un’aggravante, non solo è astemio ma è anche tante altre cose rispetto al Movimento 5 Stelle che dal 4 marzo scorso è il partito di maggioranza relativa in Italia: è il Motore Immobile, il Capo Spirituale, il Grande Fratello che dalla Piattaforma Rousseux indica l’albero del bene e quello del male, decide sostanzialmente per tutti e l’uno che valeva uno resta ma soltanto per gli altri a cui tocca anche versargli 300 euro al mese dell’indennità parlamentare perché, Guru o non Guru, anche lui c’ha famiglia.

Per coincidenza, nel giorno in cui Casaleggio seppellisce la democrazia rappresentativa esplodono i lati oscuri, ingannevoli e truffaldini di quella stessa Rete che affrancandoci dal disturbo di andare a votare, di aderire e partecipare in carne e ossa alla vita di un partito o di un’associazione (si salveranno forse le bocciofile!), deciderà per tutti dando ad ognuno l’illusione di aver deciso insieme agli altri. Somiglia molto questa visione, all’orizzonte post atomico del dottor Stranamore che ha imparato a non preoccuparsi e ad amare la bomba, che elegge la paranoia a fondamenta di un mondo migliore facendo intravedere con sufficiente chiarezza l’indole dispotica che la sottintende.

Non resta che augurarsi che il proprietario di fatto del Movimento 5 Stelle abbia scambiato il Washington Post con l’osteria: saremmo, compreso Casaleggio, tutti più tranquilli. Se così non dovesse essere, niente paura. Ne abbiamo viste e sentite persino di peggiori. Anche questa finiremo per seppellirla con una risata.Amara, molto amara.

di *Norberto Vitale