LA PALUDE DEGLI “EX MAI PIÙ”

LA PALUDE DEGLI “EX MAI PIÙ”

5 Maggio 2019 0 Di Sandro Feola

Più si entra nel vivo della campagna elettorale e più il candidato a sindaco della coalizione ex MaiPiù fatica ad uscire dalla palude di svariate contraddizioni nella quale suo malgrado si ritrova. Circostanza, questa, determinata e acuita dal suo stesso passato – quello di appena 11 mesi fa – che, ad ogni occasione, presenta a lui e ai democratici un conto tanto imbarazzante quanto fastidioso.

Incalzato dai giornalisti, ieri Luca Cipriano ha infatti avuto l’ardire di sostenere che il Pd che appoggia la sua candidatura “è un altro”, rinnovato, diverso. Considerazioni, queste, che oltre a sconcertare per la disinvoltura con le quali il direttore del “Cimarosa” le esterna, suscitano – tanto sono inverosimili – la diffusa ilarità di tutta la nutrita popolazione avicola nostrana. Avellinese, irpina e pure campana.

Il candidato, che è espressione, tra gli altri, dell’ex senatore De Luca e di Giuseppe Gargani, ha sostenuto che il Pd di oggi ha tenuto alla porta i poteri che hanno sepolto la città di Avellino. Facendo finta di non vedere, però, che si è tenuti dentro quelli che l’hanno affogata, agevolando una gestione dell’Ente idrico di Corso Europa che certamente non ha brillato per efficienza, se è vero che ha un centinaio di amministrativi di troppo e qualche milionata di debiti. 

Cipriano, inoltre, ha dichiarato che gli avversari lo attaccano per nascondere quelli che lui considera candidati “scomodi”. Eppure fa finta di non sapere che ha con sé, nella lista ufficiale del Pd, esponenti di partito che per noi erano e sono rispettabili politici, come Ettore Iacovacci e Nicola Poppa, ma che un anno fa furono annoverati nel lungo elenco di quelli che Mai Più avrebbero dovuto salire le scale di Palazzo di Città. 

E poi – incredibile ma vero – ha persino aggiunto che se la città è costretta al voto è per via di Ciampi. Un sindaco – lo diciamo noi – non proprio brillante dal punto di vista gestionale e amministrativo. Cipriano deve aver dimenticato, però, che fu lui, insieme a Dino Preziosi e Massimo Passaro, che con accorati appelli al voto, ne determinarono la vittoria.

Insomma il candidato a sindaco e gli esponenti della coalizione del centrosinistra residuale, che già suscitano il ghigno dei tanti che assistono divertiti al paradosso di “Mai Più” detti a se stessi, rilasciano dichiarazioni che sembrano storielle fantasiose. Gli avellinesi, però, potranno pure mostrarsi accondiscendenti per cordialità e simpatia, ma non sono così sprovveduti da farsi prendere per i fondelli ancora una volta.