LA NOTA DI ZINGARETTI, IL PD E GLI SPECCHI DI CIPRIANO

LA NOTA DI ZINGARETTI, IL PD E GLI SPECCHI DI CIPRIANO

20 Aprile 2019 0 Di Sandro Feola

A 5 giorni dalla presentazione delle liste, il segretario nazionale del PD ha pensato bene di diramare uno di quei routinari richiami all’unità che scaturiscono più dalla sollecitazione di qualcuno che da una diretta e consapevole conoscenza della realtà locale. 

E sì, perché al Largo del Nazareno devono aver mancato di valutare le conseguenze di quelle che sono, tutto sommato, parole di buon senso, ma che a pochi giorni dalla presentazione delle liste non solo sono suonate come una delegittimazione pressoché totale dell’operato del già traballante Coordinamento provinciale, ma hanno aggiunto confusione a confusione, disorientando ulteriormente un elettorato già piuttosto frastornato. Il comunicato di Montalbano senior, infatti, ha messo in difficoltà Luca Cipriano che, in questa fase, più che dedicarsi alla campagna elettorale, deve spiegare, specchi permettendo, la non poco singolare circostanza di essere il candidato di quelli che dieci mesi fa considerava birilli da abbattere con la grande palla da bowling del Mai Più.

Il partito democratico, ad ogni livello, in ogni circostanza, nell’ordinario e in vista delle scadenze elettorali, dimostra un livello di inadeguatezza e di conflittualità che dà ragione a chi, come Gianluca Festa, ha scelto di essere conseguente a quanto va sostenendo da tempo, e cioè che il suo partito e il centrosinistra non si evolveranno fino a quando continueranno ad essere in balia dei capricci di pochi e poco sintonizzati con chi, dal basso, reclama inascoltato un cambio di rotta radicale. E a questo punto, considerata anche la confusione che regna indisturbata nel centrodestra, l’unica certezza che ha la città, non solo in termini politici, ma anche programmatici, è, almeno al momento, quella dello schieramento che si è raccolto sotto le insegne di “W la Libertà.” Condivisibile o meno che sia, ma la proposta c’è.

Il resto, popolari divisi in due o tre parti, centrosinistra “alternativi” che predicano da pulpiti improbabili, controventi strumentali, correnti e sottocorrenti del Pd che si agitano e tramano, è tutta roba già vista.

Roba vecchia. Che potrebbe interessare tutt’al più agli addetti ai lavori, ma che ormai suscita negli elettori solo una indignata indifferenza.