LA MISERICORDIA CIVILE DEL VESCOVO ARTURO! L’INTERVENTO

LA MISERICORDIA CIVILE DEL VESCOVO ARTURO! L’INTERVENTO

26 Agosto 2019 0 Di Norberto Vitale

Insegna molto la lettera del vescovo monsignor Aiello con la quale ha perdonato l’attentatore che venerdì scorso ha tentato di incendiare il portone del palazzo Vescovile. Monsignor Aiello lo ha definito un grido di dolore che non verrà lasciato inascoltato e ha posto il problema di cosa facciamo e fanno le istituzioni per le schiere degli ultimi. Non male in tempi di odiatori professionisti che si lanciano su qualunque causa richieda il loro puntuale intervento. Il perdono di monsignor Aiello incrocia in questi giorni il Rito della Perdonanza che si svolge nella Basilica di Collemaggio nell’Aquila ancora ferita dal terremoto. Lo volle il 29 agosto del 1294 Celestino Quinto, l’eremita eletto Papa che dopo quattro mesi si dimise, guadagnandosi l’ira di Dante (Colui che per viltà fece il gran rifiuto) che lo mette tra gli ignavi perché venne poi eletto il suo nemico Urbano VIII che concedeva anche ai poveri e ai diseredati l’indulgenza plenaria che prima soltanto i ricchi potevano acquistare. Nell’atto del perdono, anche di quello del vescovo Arturo, c’è molto da imparare in quanto a misericordia civile, un concetto che, come ha detto padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, implica pazienza, comprensione, tenerezza. Grazie dunque al nostro vescovo.