LA MANFRINA INSOPPORTABILE! DAL DIARIO POLITICO – 27 AGOSTO 2019

LA MANFRINA INSOPPORTABILE! DAL DIARIO POLITICO – 27 AGOSTO 2019

27 Agosto 2019 0 Di La redazione

Sembra essere evitata l’emergenza rifiuti causata dallo stop del termovalorizzatore di Acerra che si fermerà per sei settimane a causa di obbligatori interventi di manutenzione straordinaria.

Nella conferenza dei servizi presieduta oggi a Napoli dal vice presidente della giunta regionale Bonavitacola, la provincia di Avellino smaltirà 3 mila tonnellate che verranno stoccate in ecoballe preso lo Stir di Pianodardine. Si tratta di 3 mila tonnellate che produciamo in Irpinia e che smaltiremo in questo modo. L’impianto, che ha già smaltito 30 mila ecoballe, saprà reggere in scioltezza a questo nuovo conferimento.

Superata questa fase di emergenza, in provincia di Avellino che in Campania si distingue molto positivamente dalle altre nella provincializzazione della gestione dei rifiuti, dovremo affrontare e finalmente risolvere la questione del completamento degli impianti. Il biodigestore, di cui si è anche parlato nella riunione di Napoli, va realizzato. Sarebbero tutti d’accordo ma una decisione non arriva. I Comitati non lo vogliono a Chianche; l’Ato dice che non ha trovato disponibilità presso altri siti e altri sindaci. Così continuiamo a pagare 50 milioni l’anno per trasferire i nostri rifiuti al Nord, che oltre tutto ha fermato per il momento i nostri conferimenti nei suoi impianti. Paghiamo per stoccare altrove, a centinaia di chilometri di distanza, una parte dei nostri rifiuti. Non solo. Con i nostri rifiuti, quelli che li trasformano ricavano compost, energia elettrica, bollette meno salate per i loro cittadini. Abbiamo la possibilità, l’opportunità di realizzare con i soldi della Regione, 18 milioni, un impianto che chiuderebbe quasi completamente il ciclo di trasformazione dei nostri rifiuti e renderci completamente autonomi, ma da un anno a questa parte se ne parla senza che nulla concretamente si metta in cantiere. Non sto qui a riprendere le polemiche sul biodigestore che sarebbe un pugno nello stomaco alle aziende che producono il Greco doc nel territorio di cui fa parte anche il comune di Chianche e sulla sua potenziale pericolosità inquinante, che viene però smentita da tutti i più autorevoli esperti.

E’ diventata una manfrina insopportabile. Si continua ad alimentare il brodo dell’inconcludenza ed è perfettamente inutile prendersela con l’Ato Rifiuti: un luogo diverso da Chianche nessuno lo ha messo a disposizione. Si chiedono le dimissioni del presidente Tropeano, quando semmai si dovrebbero reclamare quelle di chi non mette a disposizione un sito di appena due ettari nei tanti Pip abbandonati e in aree industriali semi deserte. Servissero le dimissioni di Tropeano, saremmo tentati di andare a torturarlo per fargliele rassegnare. E’ invece il solito canovaccio: la casa brucia e anzi che imbracciare i secchi si fa capannello sulle responsabilità che hanno provocato l’incendio. Confidiamo in un soprassalto di responsabilità e in mancanza una decisione d’autorità, peraltro di un organismo collegiale come l’Ato, che assuma una decisione e se ne renda responsabile.