LA DISPERAZIONE DEI LAVORATORI EX ALMEC. LETTERA APERTA ALLA GRUPPIONI : “RISPETTI GLI IMPEGNI SOTTOSCRITTI. NON CI VOLTI LE SPALLE”

LA DISPERAZIONE DEI LAVORATORI EX ALMEC. LETTERA APERTA ALLA GRUPPIONI : “RISPETTI GLI IMPEGNI SOTTOSCRITTI. NON CI VOLTI LE SPALLE”

3 aprile 2018 0 Di Michela Attanasio

Cari amici e compagni,

insieme a tutti voi abbiamo vissuto all’interno dell’Almec oltre 20 anni. Con voi abbiamo avuto momenti belli e brutti, tra i quali il più brutto è stato sicuramente il fallimento dell’Almec. Per questo abbiamo condiviso momenti tragici, abbiamo fatto manifestazioni sindacali, messe davanti ai cancelli, lotte anche nei giorni di vigilia di festività per difendere il nostro posto di lavoro. Con la nostra compattezza in quei giorni riuscimmo tutti insieme a trovare una soluzione che ha consentito di preservare l’azienda e salvare circa la metà dei posti di lavoro.

Conosciamo bene i sacrifici fatti in questi anni all’interno dello stabilimento da voi cosiddetti “pionieri”, ma anche noi, e non per nostra scelta collocati in mobilità, siamo stati costretti a vivere con circa 700 euro al mese, e non è vero quello che viene affermato da alcuni, che solo oggi veniamo davanti allo stabilimento, mentre ci saremmo disinteressati del lavoro nel corso di questi anni. A testimonianza di ciò parlano le sollecitazioni da noi fatte in vario modo ai vari rappresentanti sindacali, senza che da questi siano mai pervenute risposte alla nostra condizione, soprattutto perché solo oggi si sono create le condizioni per una nostra ricollocazione all’interno della nostra vecchia fabbrica.

Adesso che la Sirpress ha una concreta prospettiva di crescita produttiva ed occupazionale ed ha la necessità di fare nuove assunzioni, ci sembra un atto di giustizia oltre che di solidarietà attingere dal bacino dei lavoratori ex Almec ormai privi di ogni forma di sostegno al reddito.

Gli impegni dichiarati e sottoscritti a suo tempo prevedevano chiaramente che il gruppo Sira in caso di necessità, avrebbe ricollocato gradualmente i lavoratori che furono collocati in mobilità. Sappiamo che già nei mesi scorsi fu prospettata la possibilità di ampliare gli attuali livelli occupazionali attraverso la flessibilità sull’orario di lavoro che prevedeva un maggiore utilizzo degli impianti, ma questo non è stato possibile, ma per questo noi non vogliamo dare la colpa a nessuno.

Ma oggi, che pur mantenendo la turnistica in atto c’è la possibilità concreta di una nostra ricollocazione sia pure per solo otto ore settimanali non comprendiamo il perché si vogliono disattendere gli impegni sottoscritti dall’azienda, ma a maggior ragione non comprendiamo la vostra indifferenza rispetto alla nostra disperazione che ci costringe a essere qui davanti lo stabilimento, come tutti voi, anche noi abbiamo una famiglia, e come tutti voi abbiamo la necessità di lavorare per vivere, per mandare i figli a scuola, per riprenderci il nostro futuro e la nostra dignità.

riteniamo inoltra assurdo e inaccettabile che il signor Gruppioni, assecondando dalla parte prevalente del sindacato e delle istituzioni locali voglia cancellarci e assumere giovani disoccupati per il solo fatto di voler ringiovanire l’azienda, dimenticando che solo un anno fa era disponibile a riassumere quaranta di noi a fronte di una modifica della turnazione che non è stata attuata per resistenze varie.

Al Signor Valerio Gruppioni chiediamo il rispetto degli impegni sottoscritti e di essere conseguenziale alla parola data, noi il Lei abbiamo sempre creduto e non può abbandonarci al nostro destino, noi non le abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno fin da quando Lei è arrivato in Irpinia, ma anche quando il destino è stato con Lei malvagio e la colpì duramente nei suoi affetti più cari.

Alla politica, ma sopratutto al sindaco di Nusco Ciriaco De Mita, chiediamo di essere al nostro fianco ed essere incisivo ora come allora, quando favorì l’arrivo del gruppo SIRA che ridiede una prospettiva di lavoro ai lavoratori vittime di uno sciagurato fallimento.

Noi reclamiamo la vostra solidarietà e chiediamo giustizia e per questo, staremo tutti i giorni davanti allo stabilimento per rivendicare il diritto al nostro posto di lavoro, e non consentiremo che si consumi una vera ingiustizia, e che sulla nostra pelle possa riaprirsi la vecchia pratica clientelare fatta di raccomandazione dei poter forti presenti in Sirpress e fuori.