Home / AVELLINO / LA CITTA’ SCONNESSA E LE CANOE SUL FENESTRELLE

LA CITTA’ SCONNESSA E LE CANOE SUL FENESTRELLE

Come lo giri e come lo sfogli, il dizionario è impietoso e inclemente se ti serve per fotografare quanto continua ad accadere ad Avellino.

Nel comune che approva un bilancio “strutturalmente deficitario”, bambole non c’è una lira, ci si può consentire il lusso di accorgersi a babbo morto che all’appello mancano 811 mila euro di fitti per lo stadio Partenio-Lombardi e altri 700 mila di ratei non pagati dal gestore della piscina comunale di cui dovrà farsi carico il comune di Avellino che risulta il garante davanti al Credito Sportivo, se il gestore, Aniello Cesaro, peraltro impelagato in una delicatissima vicenda giudiziaria che lo vede tuttora in carcere, non dovesse farvi fronte, come sinora non ha fatto. La gestione del patrimonio comunale, gridano ancora vendetta le vicende della Casina del Principe, dell’ex “Patria e Lavoro”, il bar del Tribunale e di altri proprietà rese infruttifere, da almeno tre decenni a mia memoria, è il Tallone d’Achille del comune di Avellino. Anche per una ragione meno ortopedica: è servito anche da merce di scambio, prodi clientele pronte ad accorrere e a dare sostegno al momento degli squilli elettorali, ma anche semplice e gratuita devoluzione amicale, degna di ammirazione se non ti fai gli amici con la roba degli altri, dei cittadini di Avellino.

Il dizionario, dunque. A cominciare dalla sinecura, che ben si adatta a questi amministratori-chierici, quasi non avessero obbligo di uffizi e di cura delle anime, così scarsamente responsabili da apparire irresponsabili, ma anche accidiosi, cioè indolenti, svogliati. E quando dici uggiosi, pensi ed irrompe Paolo Foti.

Di buono è accaduto che nell’ennesimo e ultimo rimpasto, in giunta è arrivata una signora, Paola Valentino, che senza sapere leggere e scrivere, senza cioè fare la politicante che lancia alle clientele le ultime briciole rimaste, fa quello che i chierici e gli accidiosi non hanno fatto per anni: chiama l’appello e presenta il conto.

Nella città sconnessa, che ha perso il filo e ha abbracciato l’andazzo, potrebbe accadere che, tra riunioni, conciliaboli, compromessi, e chissà quanto altro ancora, alla fine il certosino lavoro della Valentino, non potendo essere sconfessato, piano piano, riunione dopo riunione, conciliabolo dopo conciliabolo, verrà spostato in un qualche ripostiglio. E all’assessore non resterebbe che prendere atto del suo isolamento, battere i tacchi i andarsene. Non accadrà, ma se dovesse accadere questo, sarà la più spettacolare vergogna collezionata dai chierici.

Aiuta, per così dire, quel che ho sentito qualche giorno fa. A Telenostra parlavano il presidente del Coni Saviano e l’assessore Augusto Penna. Ad un certo punto, si è parlato del Fenestrelle, immaginando una volta fermato l’inquinamento e bonificato il Torrente San Francesco (dopo aver consentito lo sbarco delle fogne domestiche nel torrente, senza che alcuno per anni battesse ciglio), di rendere fruibile il Fenestrelle. Ci potremmo poi andare in canoa… Un’idea di futuro che di fronte ai nodi della realtà appare surreale e la dice lunga sul senso della contemporaneità che hanno i nostri amministratori. Non so se i sogni aiutano a vivere meglio; ma sognare nella città sconnessa implica almeno l’obbligo di fare attenzione a quel che beviamo prima di andare a letto.

 

di Norberto Vitale

 

Circa Norberto Vitale

Norberto Vitale

Vedi Anche

PRATOLA SERRA, ARRESTATA DAI CARABINIERI 55ENNE RESPONSABILE DI EVASIONE.

I Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano hanno tratto in arresto una 55enne originaria del ...

BAGNOLI IRPINO, ANZIANO DENUNCIATO DAI CARABINIERI PER ABUSO EDILIZIO

Un’altra persona è stata denunciata dai Carabinieri della Stazione di Bagnoli Irpino per aver realizzato ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *