LA BATTUTA INSULTANTE DI SALA, IL SILENZIO DEL PD E LA DIFESA DI MASTELLA

LA BATTUTA INSULTANTE DI SALA, IL SILENZIO DEL PD E LA DIFESA DI MASTELLA

11 Novembre 2018 1 Di Sandro Feola

Quella di Sala sull’apertura domenicale dei negozi, in fondo, è stata solo una battuta? Probabilmente sì. Va detto, tuttavia, che è stata una battuta pessima, sgradevole. Insultante. Va detto con chiarezza. Non solo perché dalle parole del Sindaco di Milano emerge in maniera evidente la scarsa considerazione che costui ha dei lavoratori meridionali, ma anche perché i politici con un minimo di onestà intellettuale non possono stracciarsi le vesti solo quando a scantonare sono Salvini e Di Maio.

Giuseppe Sala, Sindaco di Milano

Sala dovrebbe chiedere scusa agli irpini. E agli irpini dovrebbero chiedere scusa i dirigenti del PD avellinese e campano, deputati, senatori, consiglieri regionali e comunali, che non hanno ritenuto di dire una parola di indignazione contro il primo cittadino di Milano e loro compagno di partito.
Sia chiaro, Sala non andava crocifisso per quella battuta infelice. Ma la classe dirigente locale del PD non è stata neanche in grado di balbettare una richiesta di scuse, di pretendere il rispetto della dignità della propria gente.

Clemente Mastella

Per loro ci ha pensato Clemente Mastella, Sindaco di Benevento, che ha la caratteristica di badare poco alle logiche dell’appartenenza e di dire sempre ciò che pensa: “Parole a vanvera e poco dignitose – ha detto Mastella -. Si può esprimere la propria opinione in dissenso ma non così. Francamente non così. Spero che Sala chiarisca e chieda scusa alla città di Avellino”.

Il “PD pantano” che oggi alberga a via Tagliamento impari la lezione. E maturi la consapevolezza che se ogniqualvolta è chiamato ad esprimersi deve bilanciare, pesare, valutare e chiedere il permesso, è destinato a spegnersi definitivamente. E a venir meno non saranno solo i voti, ma d’ora in poi anche il rispetto delle persone – un’intera comunità – che Sala ieri ha insultato.