ITALIA VIVA METTE RADICI IN CAMPANIA. L’IRPINIA C’E’. MIGLIORE ILLUSTRA IL PROGETTO

ITALIA VIVA METTE RADICI IN CAMPANIA. L’IRPINIA C’E’. MIGLIORE ILLUSTRA IL PROGETTO

7 Ottobre 2019 0 Di La redazione

Il responsabile regionale Gennaro Migliore lancia Italia Viva in Campania: «Il rischio del Pd è che diventi costola del Movimento 5 Stelle o semplicemente un movimento più civile, noi vogliamo essere un’alternativa riformista. Saremo leali col Governo. Le regionali in Campania ? Pronti al confronto ma il tema alleanze sarà nazionale. Il nostro perimetro? Prima dei nomi c’è la visione. Servirà il lanciafiamme? Abbiamo fatto un nuovo partito per rinfrescarci e non per scaldarci». Nutrita delegazione irpina, Palmieri, primo cittadino di Montemarano, l’unico sindaco presente al battesimo regionale, con lui Gaeta ed altri attivisti

Un esordio affollato per Italia Viva in Campania. Presso la sala specchi dell’Università Telematica Pegaso sono in tanti tra sostenitori o semplici curiosi ad ascoltare qual è l’orientamento, come Matteo Renzi si propone di strutturare il partito sui territori. Ci sono rappresentanti dei Navigator o della vertenza Whirlpool – per poter affrontare subito e nel merito problemi concreti – ci sono amministratori, tanti, pochi sindaci nonostante le annunciate adesioni.

Per l’Irpinia c’è Beniamino Palmieri, il sindaco di Montemarano è stato molto applaudito nel suo intervento. Sarà l’unico sindaco presente mancando, benché annunciato il sindaco di Ercolano Buonajuto. Altro amministratore irpino, renziano della prima ora presente a Napoli è il vicesindaco di Aiello del Sabato, Sebastiano Gaeta. E ancora, il consigliere montemaranese Luigi Ricciardelli. Già protagonisti della mozione Giachetti-Ascani alle scorse primarie, hanno presenziato inoltre: Vincenzo Violano, Oriana Costanzi e Sabatina D’Avanzo. Da segnalare in sala, l’ex responsabile comunicazione del Pd irpino Claudio Mazzone e il segretario dem del Circolo di Flumeri Marisa Di Cicilia. Assente poichè impegnato in Consiglio regionale Enzo Alaia.

E’ il deputato Gennaro Migliore, reponsabile del programma e figura apicale del partito in Campania a tracciare un primo bilacnio. Nel suo intervento l’esordio è di lode per i comitati:

«Questa storia non nasce calata dall’alto. E per me questa è la cosa più importante. Questi comitati hanno avuto un ruolo fondamentale per trattenere le persone che si sarebbero disperse nella crisi verticale del Pd. Vogliamo costruire un progetto politico molto territoriale. Pensiamo ci debba essere una specificità campana, meridionale, che guardi a Italia Viva come alla casa nella quale portare un proprio contributo. Non essere condizionati come in passato da filiere, correnti, che a un certo punto avevano prosciugate le energie. Qui è stata fatta una richiesta molto semplice: fate stare in prima in prima fila quanti hanno fatto una resistenza civile rispetto a coloro i quali gestivano il potere.

In questo senso una costruzione politica va fatta tenendo presente tre necessità: una proposta per Napoli e la Regione all’altezza e per questo costruiremo qui un’altra tappa della Leopolda per intercettare la domanda di politica e di contenuti; bisogna investire sulle competenze, è il nostro secondo punto: un’organizzazione basata sulla capacità di coesione della società e non sul consenso fine a se stesso; terzo: i giovani saranno i protagonisti perchè avranno delle responsabilità dirette.

Oltre alla diarchia uomo-donna dovranno esserci dei giovani a guidare questo partito, non delle figurine, ma dei veri dirigenti politici. Partiamo oggi da una Scuola, cioè dall’idea che non volevamo assomigliare ad una costola del Movimento 5 Stelle – come diceva Biagio De Giovanni nel suo intervento – che è il rischio vero che corre il Pd. Io non polemizzo mai col PD. Ma il nostro destino non può essere fare un Movimento 5 Stelle più civile. Dobbiamo essere quelli delle riforme e della costruzione di un’alternativa in questo Paese. Questa esperienza sarà garante del Governo fino al 2023.

Italia Viva sarà presente alle regionali in Campania? Inizialmente sembrava di no, ieri c’è stata un’apertura di Renzi, come stanno le cose, vi siederete al tavolo..

Ieri c’è stata una disponibilità a presentare liste in Emilia. Io vorrei superare la liturgia dei tavoli. Il tavolo del Centrosinistra in Campania è stato convocato legittimamente dal Pd, noi non abbiamo partecipato perchè eravamo in fase di avvio, ma la questione Campania, bisognerà capire, è una questione nazionale, non semplicemente regionale, e quindi deve tener conto dell’evoluzione delle alleanze politiche nazionali.

Onorevole, rispetto alle richieste della base di delimitare il perimetro, da Mastella ai delusi del Movimento 5 Stelle o di centrodestra, c’è spazio per tutti…?

Prima di parlare dei nomi, dobbiamo dire chi vogliamo che entri in questa esperienza e chi la dovrà dirigere. Se noi la metteremo nelle mani di chi in questi anni si è proposto per una visione che s’identifica nel riformismo di Renzi, penso che non ci saranno questo tipi di problemi.

Di lanciafiamme, insomma, non ce ne sarà bisogno?

Abbiamo fatto questo partito per “rinfrescarci” più che per “scaldarci” con il lanciafiamme.

Nasceranno dei coordinamenti provinciali, come si strutturerà il partito?

Lo vedremo dopo la Leopolda ma si stutturerà come un partito innovativo che si baserà molto sulla partecipazione dei suoi attivisti.

A prendere parte alla prima in Campania di Italia Viva 30 comitati di tutta la Regione, il coordinamento di Sempre Avanti Campania diretto da Antonio Solano, diversi professionisti napoletani: Borrelli partigiano e figura storica del PCI, il filosofo De Giovanni e lo storico Macry, il prof Furno, Tommaso Ederoclite, Aureliana Natale,m, Francesca De Felice imprenditrice napoletana ed una lavoratrice Whirpool e una navigator campana. Al tavolo dei relatori fra gli altri, di Giampaolo Martinelli, Marianna De Rosa e Lidia Marassi, ragazzi reduci da ” Meritare Italia” la scuola di formazione politica under 30 promossa da Renzi svolta quest’estate a Lucca.