ISOCHIMICA E AMIANTO.CGIL, CISL E UIL SCRIVONO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE

ISOCHIMICA E AMIANTO.CGIL, CISL E UIL SCRIVONO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIUSEPPE CONTE

7 Novembre 2018 Off Di Anna Guerriero
Gentilissimo Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte,
ringraziamo S.E. il Prefetto Maria Tirone che ci ha ricevuti e per il tramite della quale le inoltriamo questa lettera. Ad Avellino, è stata attiva un’azienda l’Isochimica che scoibentava, dall’amianto, le carrozze dei treni per conto di Ferrovie italiane, Elio Graziano, il proprietario di Isochimica, ottenne un appalto dalle Ferrovie dello Stato per la bonifica di circa tremila carrozze che tra la parete esterna e quella interna avevano un palmo di mano d’amianto. Era la più grande bonifica da amianto che l’Europa abbia mai conosciuto. I lavori di scoibentazione iniziarono nell’autunno del 1982 sui binari della stazione di Avellino. C’erano 350 operai dell’Isochimica erano ragazzi alla prima esperienza lavorativa, avevano un’età media di ventidue anni, alcuni erano ancora minorenni. L’attività a regime si protrasse sino all’otto settembre 1988 quando l’allora sindaco di Avellino emise l’ordinanza di sospensione dell’attività industriale e il tredici dicembre il pretore di Firenze, Beniamino Deidda, ordinò la chiusura definitiva dell’Isochimica. Ma Graziano non si arrese e continuò a scoibentare carrozze fino al 1990 con una quindicina di operai fidati, negli stessi capannoni, cambiando semplicemente la denominazione dell’azienda. Una storia bruttissima, come lo sono tutte le storie d’amianto, che oggi, a distanza di trent’anni, torna a galla e obbliga i lavoratori a fare i conti col mesotelioma da asbesto, un male che prende alla lunga le sue vittime. Una sola fibra d’amianto depositata nei polmoni dopo una incubazione di circa trent’anni può causare il mesotelioma. Nei polmoni degli operai dell’Isochimica ce ne sono migliaia e il risultato di un’indagine a campione effettuata da medici specialisti confermano che il 100 per cento dei soggetti esaminati è contaminato dall’amianto. Il malato di mesotelioma o di tumore professionale è oppresso da un infernale iter di valutazione medico-legale, che è ai limiti dell’assurdo, infatti la persona malata è sottoposta a svariati livelli di valutazione in rapporto alla sua condizione clinica.  Per una malattia come il mesotelioma, i tempi lunghi comportano che spesso nel momento in cui il malato muore la valutazione del danno biologico è ancora al 60%. Anche perchè l’Inail, non riconosce aggravamenti prima di un anno dall’ultima valutazione. Ad oggi di nostra conoscenza sono deceduti 26 lavoratori!
Attualmente è in corso il processo, che si sta svolgendo a Napoli perché il tribunale di Avellino non è a norma e ad oggi non si sono trovate strutture idonee a far svolgere il processo ad Avellino. Anche per far tornare il processo Isochimica ad Avellino oggi manifestiamo. Ma non è finita. C’è anche la bonifica del sito, che rappresenta una bomba per il popoloso quartiere di Borgo Ferrovia. In vent’anni si è riusciti a fare poco e niente, solo negli ultimi due anni si sono fatte delle attività tra cui censire i cubi di calcestruzzo e amianto stoccati nel piazzale, demolire il silos abbattitore. Siamo attenti affinchè la prevista bonifica non faccia altri danni; l’amianto in parte l’ha sotterrato intorno alla fabbrica, in parte l’ha compresso nei cubi di cemento, altro ancora lo ha smaltito non si sa ancora dove.
Fatta questa doverosa premessa e sapendo che c’è tanto amianto ancora in giro in provincia e smaltito anche illegalmente nelle campagne, di seguito vi proponiamo proposte “Per un Italia libera dall’amianto entro il 2028”.
 
Premessa
Da diversi anni abbiamo cercato di tenere elevata l’attenzione del Paese sulle problematiche dell’amianto e diverse sono state le iniziative ed anche i risultati positivi.  Ora si tratta di dare più incisività, più continuità garantendo un impegno corale e coordinato su tutto il territorio nazionale.
Il presidio di oggi, oltre a quanto denunciato in premessa per Isochimica, Processo e Bonifica ha come obiettivi:
a. la condivisione delle nostre richieste
b. far recepire le nostre richieste nella legge di bilancio
 
Le vittime
I numeri delle vittime dell’amianto non fanno più notizia.

Anche le stime sono approssimative e questo sembra alleggerire qualsiasi preoccupazione. Ci sono documentate nominativamente almeno 1.500 diagnosi di mesotelioma ogni anno e per i tumori polmonari e gli altri tumori asbesto correlati si stima un effetto  moltiplicatore da 1 a 3 rispetto al numero dei mesotelioma. Quindi ogni anno dovremmo avere da 3.000 a 6.000 vittime dell’amianto.