IRPINIA ESCLUSA DALLA GIUNTA  CENNAMO (PD) SI RAMMARICA  MA È ANCHE “MERITO” SUO

IRPINIA ESCLUSA DALLA GIUNTA CENNAMO (PD) SI RAMMARICA MA È ANCHE “MERITO” SUO

29 Settembre 2020 0 Di La redazione

Le doglianze del Commissario per la mancata rappresentanza irpina in giunta regionale mal si sposano con l’assenza di autocritica. Nell’equivoco partito-territorio il Governatore De Luca ha fatto il pieno di voti lasciando il vuoto…della rappresentanza locale

Un ex parlamentare che si mette al servizio di un partito di provincia lacerato per anni da scontri interni, con spirito di servizio e competenza, è un fatto che fa dell’Onorevole Cennamo una personalità d’alto profilo, politico ed umano: da militante esperto ha provato a caratterizzare l’azione del partito mettendo al centro dell’agenda i problemi e il dialogo. Un tentativo fallito. La premessa era doverosa mentre Cennammo commenta le scelte operate dal governatore De Luca sui nuovi assessori.

Attraverso una nota stampa il Commissario esprime rammarico – si legge testualmente – «Perché il tema dello sviluppo delle aree interne risulta “oscurato” dall’assenza dell’Irpinia nel governo regionale a fronte di una rappresentatività in giunta di tutte le province della Campania». Una questione territoriale e non di partito: Avellino, in effetti, nell’esecutivo campano manca a differenza di Napoli, Salerno, Benevento e Caserta che sovrabbondano e ben fa il Commissario ad auspicare “pari dignità”.

Se De Luca ha scelto senza badare alla provincia di Avellino, a Cennamo non si può non rammentare di aver gestito sin ad oggi il grande equivoco “partito-territorio-governatore”.  La vicenda delle candidature è nota: democratici osteggiati – è il caso di Petitto o di Farina – hanno dovuto raccogliere consensi sotto altre insegne per avere “pari dignità”.

Cennamo avrà pure dovuto recepire logiche romane e regionali – forse, chissà,  avrebbe operato personalmente scelte diverse – numeri alla mano, depotenziato il Pd, ha negato la chances all’elezione di due consiglieri a Santa Lucia e con un risultato simile il Governatore difficilmente avrebbe potuto ignorare la rappresentanza territoriale. Non è ovviamente tutta colpa di Cennamo se l’Irpinia in giunta non c’è ma un po’ di “merito” ce l’ ha…proprio per non essere entrato nel merito.

Intanto la frammentazione si perpetua in un partito logoro e conservatore, avvezzo a logiche clientelari, incapace di rinnovare se stesso e nel quale la mancata celebrazione di un congresso provinciale non può essere attribuita soltanto al Covid.

In assenza di autocritica è difficile che Cennamo possa proporsi ancora come commissario garante dell’unità Pd, figurarsi della rappresentanza territoriale. Nel suo ruolo, seppure con spirito di servizio, ha finito col partecipare e condizionare i processi.

E lunedì tanti sindaci, anche del Pd, voteranno il rinnovo di organismi dei servizi sociali. A dicembre, tanti amministratori Pd sceglieranno il nuovo Consiglio provinciale oppure voteranno per il bilancio Alto Calore. Chi rappresenterà il partito? Quali organismi collegiali ne decideranno la linea? Una riflessione in via Tagliamento s’impone in tempi rapidi.

Negli equivoci tra garanti del Pd e del territorio l’Irpinia ha già perso: sulla giunta regionale scelta fatta capo ha.