INQUINAMENTO,CONSEGNATA LA RELAZIONE DEL WORKING GROUP DELL’ONU. DATI PREOCCUPANTI PER LA VALLE DEL SABATO

INQUINAMENTO,CONSEGNATA LA RELAZIONE DEL WORKING GROUP DELL’ONU. DATI PREOCCUPANTI PER LA VALLE DEL SABATO

19 Giugno 2022 0 Di Anna Guerriero

La visita del Working Group dell’ONU ad Avellino il 29 settembre 2021.
Consegnata in questi giorni la relazione conclusiva. Ecco uno stralcio su quanto rilevato in Valle del Sabato.
​Il Gruppo di lavoro ha visitato diversi luoghi che hanno evidenziato uno scontro tra le priorità di sviluppo economico-industriale e il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente.
​ Ad Avellino il Gruppo di Lavoro ha ascoltato le gravi preoccupazioni espresse dalla comunità della Valle del Sabato in merito agli effetti dell’inquinamento ambientale dovuto allo sviluppo industriale a partire dagli anni ’70 del secolo scorso. Il gruppo di lavoro è stato informato che, fino a tempi molto recenti, le preoccupazioni della comunità erano rimaste inascoltate e che dovevano utilizzare le proprie risorse per condurre una valutazione di impatto ambientale che rivelasse l’intera portata dei problemi di inquinamento.
​Il Gruppo di lavoro è venuto a conoscenza dell’inquinamento e delle malattie causate da un impianto di amianto, Isochimica, che negli anni ’80 ha rimosso l’amianto dai vagoni ferroviari nel centro della città e, dopo la chiusura dell’impianto, ne ha mal gestito la rimozione. Circa 30 decessi, oltre a circa 185 casi di malattia persistente, sono stati attribuiti agli effetti del lavoro con l’amianto. Dopo la chiusura dell’impianto di amianto, i membri della comunità hanno descritto pratiche di scaricare l’amianto nel fiume, seppellire l’amianto in luoghi intorno all’impianto e altrove e mescolare rifiuti di amianto con cemento per formare cubi che sono stati lasciati a deteriorarsi nei luoghi pubblici. L’amministrazione locale, in un incontro con il Gruppo di lavoro, ha riconosciuto che la bonifica dell’amianto è stata solo parziale e che sono necessarie ulteriori misure.
I membri della comunità hanno anche espresso preoccupazione per l’inquinamento attuale e futuro delle fonti d’acqua, inclusi e-coli e metalli pesanti, e una serie di incendi legati all’industria a partire dagli anni 2000. Secondo il decreto 155/2010, il livello di inquinamento atmosferico può superare il limite di legge 35 volte l’anno. Una pubblicazione ufficiale dello “Studio di Esposizione nella Popolazione Suscettibile” (SPES) ha mostrato che, nel 2020, l’aria ad Avellino era al di sopra dei limiti di legge 78 volte. Una recente ricerca scientifica ha calcolato che 48 decessi legati all’inquinamento atmosferico avrebbero potuto essere evitati se fossero stati raggiunti livelli inferiori di inquinamento atmosferico. Anche i picchi giornalieri di inquinamento atmosferico sono fonte di grave preoccupazione. Secondo i dati ufficiali del 21 dicembre 2021, ad esempio, le misurazioni dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPAC) hanno indicato livelli di inquinamento atmosferico superiori del 900% alla soglia raccomandata dall’OMS. La specifica configurazione morfologica del territorio e le condizioni climatiche dell’area non sono favorevoli alla dispersione aerea degli inquinanti emessi, fattori che dovrebbero essere presi in considerazione nella pianificazione delle misure di mitigazione dei rischi legati alle emissioni delle industrie. ​Sebbene le licenze ambientali per le imprese che operano nell’area siano rilasciate in linea con le normative ambientali, il Gruppo di lavoro condivide le preoccupazioni della comunità in relazione all’effetto cumulativo sull’ambiente dei siti industriali attuali e previsti. Il gruppo di lavoro sottolinea l’importanza che le autorità pubbliche avviino consultazioni significative con le comunità colpite ad Avellino per concordare una via da seguire, anche per quanto riguarda la bonifica e la bonifica dei siti di amianto e garantire la responsabilità aziendale per aver causato o contribuito all’inquinamento ambientale.”
Interessante leggere l’intero documento che contiene un’analisi impietosa su gestione dei migranti, sfruttamento del lavoro, discriminazione di genere, inquinamento. Importanti anche le raccomandazioni rivolte al governo italiano.