IMPORTANTE SCOPERTA DELL’ INGV: ESISTE UNA CORRELAZIONE TRA TERREMOTI ED ANIDRIDE CARBONICA

IMPORTANTE SCOPERTA DELL’ INGV: ESISTE UNA CORRELAZIONE TRA TERREMOTI ED ANIDRIDE CARBONICA

27 Agosto 2020 0 Di Delfino Sgrosso

 

Dai più recenti di Norcia, Amatrice e l’Aquila a quello devastante di Reggio Calabria e Messina nel 1908, passando per le catastrofi in Friuli del 1976 ed i due eventi in Irpinia nel 1930 e 1980. I terremoti sono un evento disastroso e sempre foriero di lutti, temutissimi dalle popolazioni ed oggetto di ricerche sempre più approfondite ed a carattere internazionale, nel tentativo di aumentare le possibilità di prevederli.

In tal senso arriva dall’INGV uno studio molto importante che schiude nuove speranze. I ricercatori hanno infatti appurato una stretta correlazione tra l’emissione di l’anidride carbonica di origine profonda e l’occorrenza e l’evoluzione delle sequenze sismiche dell’ultimo decennio in Appennino.

In buona sostanza si è supposto che i carbonati, sali molto comuni contenuti in minerali e rocce, abbiano assorbito, in un lontano passato, l’anidride carbonica contenuta nell’atmosfera. Nel corso delle ere geologiche, le forze tettoniche hanno portato i carbonati nelle profondità della crosta, dove l’anidride carbonica si è liberata, raccogliendosi in serbatoi sotterranei sotto pressione o sciogliendosi nelle falde acquifere. Da qui può ritornare verso la superficie, sia attraverso sorgenti d’acqua sia utilizzando altre strade, quali ad esempio i sistemi di faglie lungo le quali si generano i terremoti.

Gli studiosi hanno analizzato due falde acquifere vicine all’epicentro del terremoto de L’Aquila del 2009, evidenziando che la concentrazione del gas nell’acqua di sorgente era strettamente correlata al numero e all’intensità dei terremoti nel tempo.

Le conseguenze dello studio, soprattutto per le zone appenniniche, sono molto importanti.

Innanzitutto grazie ad un progetto finanziato dall’INGV si installerà un sistema di misurazione continua delle emissioni di anidride carbonica che potrebbe essere utile per comprendere meglio il rapporto causa-effetto con la sismicità e dunque monitorare i terremoti con maggiore efficacia. Aumentando il tempo di preavviso, si migliorerebbero decisamente le possibilità di efficace evacuazione della popolazione.

Inoltre, studiando le acque sotterranee in aree tettonicamente attive, si potrebbe stimare meglio il budget globale delle emissioni tettoniche di CO2 nell’atmosfera.