IL VICOLO CIECO DEI CONSIGLIERI REGIONALI

IL VICOLO CIECO DEI CONSIGLIERI REGIONALI

19 Gennaio 2020 0 Di Sandro Feola

De Luca non molla. Nonostante il M5S, De Magistris e la Sinistra non lo vogliano, il Governatore vuole, anzi, pretende dal suo partito la ricandidatura a Santa Lucia. Lo ha ribadito ieri con chiarezza, aprendo tuttavia uno “spiraglio”, ma solo nella ipotesi in cui a Roma gli offrano – ha detto nella versione Crozza di se stesso -“la nomina a Governatore di BankItalia”. Insomma, Vincenzo da Salerno non demorde, e risponde picche a chi gli fa notare che tutti i sondaggi danno certa la sua sconfitta in caso di corsa in solitaria, e che quindi la sua rischia di essere una battaglia di mera testimonianza. Pure Zingaretti ci ha provato, ma niente da fare.

Il centrosinistra, evidentemente, si trova in un brutto vicolo cieco. Certo, le iniezioni di “entusiasmo” a mezzo nuovi concorsi e comunicati stampa non mancano, ma possono servire tutt’al più a riattivare qualche dirigente del PD, a smuovere qualche amministratore locale. Poco effetto hanno, invece, sui consiglieri regionali, che pragmatici come sono, guardano alla realtà per quella che è, e non per come la raccontano il Governatore e i numerosi addetti stampa che gli girano attorno.

Vincenzo De Luca

E così, messi tra due fuochi, Petracca, Alaia e D’Amelio in queste ultime settimane hanno dato il meglio di sé, riuscendo nello sforzo di ripetere fino alla nausea che De luca è inamovibile. Salvo subito dopo sottintendere l’esatto contrario: De Luca non si tocca, certo, ma sarebbe auspicabile se si trovasse un’intesa con M5S, Sinistra e DeMa. Che, data la inappellabilità delle posizioni da questi espresse, equivale esattamente a chiedere a De Luca di fare un passo indietro per fare spazio a un candidato unitario che sia messo nelle condizioni almeno di giocarsi la partita con il centrodestra.

D’altronde, come dare torto ai consiglieri uscenti? Sanno bene, infatti, che in caso di sconfitta il centrosinistra rischia di non eleggere neanche un rappresentante in Consiglio Regionale, e che il lavoro di cinque anni rischia di essere vanificato dalla impossibilità di De Luca di unire intorno a sé tutte le forze di centrosinistra e dalla sua ostinazione a restare.

Per ora non se ne esce. Il teatrino delle dichiarazioni pro De Luca continuerà ancora per un po’, mentre nel privato i protagonisti della commedia continueranno a chiedersi chi riuscirà a trovare il coraggio di notificare il benservito al Governatore. E se nel frattempo qualcuno sta organizzando per sé una exit strategy in direzione centro, in fondo, non è biasimabile: correre restando coerenti è cosa buona e giusta, ma correre sacrificandosi sull’altare di un ego smisurato, sapendo di aver già perso in partenza, è semplicemente da fessi.