IL TRADIMENTO DELLA POLITICA NELLE TERRE DELL’OSSO: COSÌ FAREMO BELLEZZA!

IL TRADIMENTO DELLA POLITICA NELLE TERRE DELL’OSSO: COSÌ FAREMO BELLEZZA!

8 Settembre 2020 0 Di La redazione

Granato: “Senza servizi si uccidono i territori: De Luca e Caldoro, sono stati bravi a fare il deserto” . Riceviamo e pubblichiamo

Ma come? I candidati in forza alle liste di De Luca e Caldoro parlano di programmazione delle aree interne? E con quale coraggio? Ieri siamo stati in visita ad Auletta, Buccino, Sicignano degli Alburni e San Gregorio Magno per conoscere le Terre dell’Osso, come le definì lo studioso di economia e politico meridionalista Manlio Rossi Doria: “un’espressione drammaticamente reale ancora oggi per raccontare la povertà di questi territori, l’osso scarnificato, disseccato – commenta Giuliano Granato candidato di Potere al Popolo alla presidenza della Regione Campania alle prossime elezioni – il risultato di dieci anni di governo regionale in cui Caldoro e De Luca hanno pianificato l’estinzione di un territorio privandolo di ogni servizio essenziale. Possiamo dire che sono stati bravi a fare il deserto. Ma non ci sentiamo di fargli i complimenti. Perché questa visione ha condannato le aree interne allo spopolamento e all’arretratezza infrastrutturale. Questi luoghi ci invitano ad un’altra lettura: qui abbiamo natura incontaminata, vere e proprie oasi di comunità sostenibili che attendono solo di essere considerate, soprattutto se pensiamo alle sfide ambientali che ci attendono e alla più stringente attualità di una crisi pandemica che ci invia un preciso monito: ripensare il nostro modo di abitare il pianeta, anche per quanto riguarda il problema di densità abitative insostenibili, tutte concentrate a ridosso delle città”.

L’emigrazione sta causando l’estinzione di sei comuni campani: Castelnuovo di Conza, Gallo Matese, Santomenna, Cairano, Castelvetere in Val Fortore, Conza della Campania. Centri inseriti dalla fondazione Migrantes nella classifica dei primi 50 comuni italiani da cui provengono i cittadini iscritti all’Aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero. Anche alcuni comuni più grandi rischiano di perdere la loro popolazione a causa dell’emigrazione, e riguarda proprio la provincia di Salerno: il caso più eclatante è infatti quello di Padula, nel Vallo di Diano, che si trova al terzo posto nella graduatoria dei Comuni di provenienza dei cittadini campani trasferitisi all’estero, preceduto solo da Napoli e Salerno.

Cosa propone Potere al Popolo?

Infrastrutture essenziali e non grandi opere inutili: pensiamo al trasporto pubblico per i pendolari che attualmente è totalmente insufficiente, se non addirittura assente (nel Vallo di Diano, l’unica rete ferroviaria esistente – la Sicignano-Lagonegro – è stata soppressa per avvantaggiare il trasporto su gomma dei privati);

Migliore sanità pubblica: ogni anno circa 750mila italiani si ricoverano in una Regione diversa dalla loro. Il maggiore spostamento avviene da Sud a Nord. Soprattutto nelle aree interne la medicina territoriale è stata decimata: pochissimi medici di base e Guardie Mediche che spesso devono occuparsi di più comuni distanti decine di chilometri tra loro. Più programmazione e meno proclami da sceriffo sarebbero davvero necessari per guadagnarne in credibilità;

Un lavoro dignitoso e i diritti che ci spettano: che fine hanno fatto gli ingenti fondi della legge 219/81, quella che avrebbe dovuto ricostruire e industrializzare i territori colpiti dal sisma dell’80?;

Azioni concrete per l’ambiente: bonifica dei territori inquinati e sostituzione degli impianti obsoleti con nuovi impianti, tecnologici e non inquinanti. Stop alla speculazione sulla nostra salute;

Ridare vita alle “Terre dell’osso”: se un territorio si spoglia delle sue energie più giovani e produttive (la migrazione Sud-Nord – stando alle stime – riguarderà nei prossimi decenni 14 milioni di persone), esso è destinato a deperire. La nostra proposta è di operare riqualificando i borghi e il patrimonio edilizio per accogliere nuovi flussi turistici, utili a creare nuovi posti di lavoro e condizioni di vita migliori per i residenti;

Zone industriali: le recenti sentenze del TAR Campania sulla nota vicenda della delocalizzazione delle fonderie Pisano nelle aree interne rendono necessario parlare di un tema in cui un facile ambientalismo di facciata fa solo il gioco di interessi dall’alto e del malaffare. Il tema delle aree industriali dismesse è molto più complesso: affrontarlo seriamente significa anzitutto conoscere questi poli, il loro avanzato stato di inquinamento e avere una progettualità di riqualificazione. Il loro abbandono, o una lotta fatta di slogan ambientalisti senza contenuti, rende le aree industriali semi abbandonate facile preda della speculazione, condizione in cui la comunità locale ha poca possibilità di incidere significativamente.