IL “SISTEMA” TUTTO ANCORA SOMMERSO! – LA NOTA DI NORBERTO VITALE

IL “SISTEMA” TUTTO ANCORA SOMMERSO! – LA NOTA DI NORBERTO VITALE

19 Ottobre 2019 0 Di Norberto Vitale

Chi arrivava alla quarta sezione della Commissione Tributaria di Salerno, stava già con un piede in paradiso le cui porte si spalancavano pagando il pedaggio. Non c’era un tariffario, il transito veniva quantificato al momento ed era perfino poca roba: le dazioni più generose, ammesse dallo stesso giudice tributario che le ha incassate, arrivavano massimo a 10 mila euro sia per accogliere a favore di Sidigas un ricorso in secondo grado per quasi un milione di euro, sia per cancellare quello monstre di 35 milioni e mezzo alla Soigea, una srl con sede a Sarno. San Pietro aveva le fattezze del giudice Spanò, un cognome che sembra uscire dalle pagine di Camilleri, che aveva due problemi: le mani bucate, con i soldi che non bastavano mai; e un figlio disoccupato. Il secondo problema era riuscito quasi a risolverlo ma il giovane non ne volle sapere: durò due giorni alla Sidigas prima di alzare i tacchi e non prese per niente in considerazione la possibilità di fare il guardiano notturno offerta da Casimiro Lieto, a cui Spanò aveva definito a suo favore un contenzioso con il fisco di 230 mila euro nel giugno del 2017.

Spanò, come San Pietro, dipendeva da qualcuno che stava più in alto: Antonio Mauriello, uno dei dieci consiglieri nazionali dell’organismo di autogoverno della giustizia tributaria italiana, nei cui confronti a Salerno erano in molti ad avere reverenza, così dicono gli altri indagati, anche perché accreditato di solide entrature nel mondo leghista, in grado dunque di perorare a livello legislativo le istanze dei giudici tributaristi, soprattutto quelle dei non togati. Era lui che veicolava e indirizzava i ricorsi verso il paradiso della quarta sezione presidiata dal fragile Spanò o nelle altre di cui come vice o componente lo stesso Spanò faceva parte. L’importante era scansare presidenti di sezione sui quali non si poteva far breccia. Anche il dominus di Ground Zero 2 era molto sensibile al fascino del denaro: non fa niente se non per soldi, Ma che ne fa, che ne fa… dicono quelli che gli portano il denaro in buste chiuse.

Per lui e per gli altri indagati, le accuse dovranno essere vagliate da altri preliminari passaggi di garanzia e comunque saranno gli eventuali processi a stabilire la loro eventuale colpevolezza. Intanto l’inchiesta della Procura di Salerno se confermata avrebbe scoperchiato più di un semplice e circoscritto andazzo ma l’esistenza di un sistema più ampio e stratificato. Gli interrogatori, scrive il Gip, hanno confermato che quel mondo di mezzo, quel mercimonio della funzione era solo la punta dell’iceberg che le dichiarazioni degli stessi indagati hanno contribuito a scoprire ulteriormente, pur nella consapevolezza che il sistema era ed è comunque più ampio e che ancora deve essere totalmente posto in luce in tutte le sue ramificazioni più profonde.

Questo significa che l’iceberg è ancora tutto sott’acqua.