IL SINDACO-VIGILE: IL CURIOSO CASO A ROTONDI

IL SINDACO-VIGILE: IL CURIOSO CASO A ROTONDI

19 Settembre 2019 0 Di Leonardo D'Avenia

Un curioso caso a Rotondi ha fatto in fretta il giro del web. Nel paese irpino, privo di agenti di Polizia Municipale, il primo cittadino Antonio Russo ha ben pensato, con goliardia ma anche con rimprovero, di postare sul suo profilo Facebook una foto che ritraeva l’auto di un cittadino, con la targa coperta, parcheggiata in uno spazio riservato ai portatori di handicap. A quanto pare, però, l’autore di questo parcheggio, rimasto anonimo fino a quel momento, dato che nella foto è oscurato il numero di targa, ha risposto al post del sindaco, affermando che stava effettuando una manovra di retromarcia e non era neanche sceso dall’auto. Ora resta da capire che fine farà l’incauto automobilista? Verrà multato? Difficilmente. Dalla foto infatti, seppur scattata dalla prima autorità cittadina, non si può effettivamente capire se l’uomo fosse alla guida e stesse facendo marcia indietro. Ma se pur fosse in contravvenzione, varrebbe come prova di colpevolezza e quindi venire multato dal sindaco stesso? L’articolo 12 del codice della strada riconosce i poteri di «prevenzione e accertamento delle violazioni» agli appartenenti agli organi di polizia. In più, il comma 2, estende questi poteri ai «rimanenti ufficiali e agenti di polizia giudiziaria». Dunque, in prima battuta il sindaco può multare solo se ha la qualifica di polizia giudiziaria. E questo può accadere solo nei Comuni più piccoli. Infatti, l’articolo 57 del Codice di procedura penale stabilisce che il sindaco è ufficiale di polizia giudiziaria solo nei centri in cui non c’è una sede né della Polizia di Stato né dei Carabinieri né della Guardia di finanza. Insomma sicuramente potrebbe partire una segnalazione, ma intano la notizia più della trasgressione in sé e la nomina a Rotondi del nuovo sindaco-vigile.