IL PROFESSORE S’INTERROGA ! L’INTERVENTO

IL PROFESSORE S’INTERROGA ! L’INTERVENTO

25 Settembre 2019 0 Di Norberto Vitale

Con la crisi del governo giallo verde e la nascita di quello giallo-rosa, è cominciata come più volte abbiamo segnalato la parabola di Luigi Di Maio. L’alleanza di governo con il Pd, fatta in 48 ore dopo anni nei quali il partito di Renzi, oggi (quasi) di Zingaretti è stata additato alla stregua del male assoluto, ha ubbidito ad una logica preminente di sopravvivenza. Nel Movimento questa scelta viene considerata da molti una sciagura destinata a portare i 5 Stelle alla sparizione.

Di Maio fa orecchie da mercante ai 70 senatori su 107 del Movimento che in un documento mettono principalmente in discussione i punti 5 e 7 della costituzione pentastellata: si riferiscono alla figura, voluta da Grillo, che due anni fa incoronò Di Maio quale capo politico del Movimento. Da New York il neo ministro degli Esteri minimizza. E’ tutto un malinteso. In realtà i 70 senatori, che di Rousseau non si fidano, chiedono che i gruppi parlamentari si confrontino sulla questione e assumano se non una decisione, certamente un pronunciamento.

Traducendo: c’è chi chiede la costituzione di un comitato di almeno 10 parlamentari che affianchi Di Maio; c’è chi più drasticamente chiede la cancellazione della figura del capo politico. In entrambi i casi è evidente la volontà almeno di ridimensionare il potere assoluto che Di Maio esercita sul Movimento, come dimostra la scelta di ministri, vice ministri e sottosegretari.

Che ci sia burrasca, lo conferma anche il senatore irpino Ugo Grassi. In un posto su Fb fa sapere che si è dimesso da capogruppo del M5s in Commissione Affari Costituzionali. Il suo ragionamento, che gli fa onore, è questo: dato che questa nuova esperienza di governo è stata avviata ed incoraggiata invocando una discontinuità rispetto alla fase precedente, sento il dovere di dimettermi in quanto la mia obiettività di capogruppo potrebbe venir meno avendo peraltro ben lavorato con i colleghi senatori della Lega.

Absit iniuria, come si dice ma mi sembra di capire che Grassi, rivendicando la sua coerenza, denunci quella che è venuto meno a Di Maio. Cambia squadra di governo per portare a Palazzo Chigi propri fedelissimi e conferma, anche in nome delle correnti interne, quelli come Carlo Sibilia che sono affatto esempi di discontinuità. Credo che il professore di diritto privato cominci a porsi delle domande abbastanza impegnative!