IL PD IRPINO E LO PSICHIATRA DI CALENDA

18 settembre 2018 0 Di Sandro Feola

Ci vuole lo psichiatra. Ha ragione da vendere Carlo Calenda quando riferendosi al Pd dice con chiarezza che meriterebbe l’estinzione. E non si tratta solo di mandare in “cura” i dirigenti nazionali, capaci di litigare pubblicamente persino sulla natura di una cena, ma anche buona parte di quelli locali, incapace di cogliere l’esigenza di linearità e di autenticità di quel popolo che era democrat e che le ha voltato le spalle. Una schizofrenia che porta questa nuova classe dirigente a mostrarsi – forse inconsapevolmente – tutta immersa in logiche paludose, in un contesto che, invece, si evolve giorno dopo giorno e pretende chiarezza e discontinuità.

La scorsa settimana i giovani democratici, ora guidati dall’ottimo Preziosi, con apprezzabile entusiasmo hanno organizzato a Grottolella una serie di tavoli tematici, mossi – auspicabilmente – dall’intento di stare sui problemi. Se però a discutere di ambiente e sociale con politici autorevoli come la Presidente D’Amelio e Del Basso de Caro, al posto di altrettanto autorevoli addetti ai lavori ci fossero stati, ad esempio, le associazioni a tutela della Valle del Sabato o i viticoltori che si battono contro il biodigestore a Chianche o esponenti della Mensa per i poveri o della Caritas, forse questi momenti avrebbero avuto un senso, anche mediaticamente. Dopo anni a parlare di se stesso con se stesso, il Pd avrebbe potuto comunicare una prima, vera, autentica apertura al quotidiano, alla sua gente e ai suoi problemi. E non dare ancora l’immagine triste dell’apparato che parla a se stesso nella indifferenza purtroppo evidente delle tante sedie vuote.

Il Pd irpino, al pari di quello nazionale, è psicopaticamente incapace di avere la percezione della realtà e di agire di conseguenza; di maturare la consapevolezza che i termini della comunicazione sono non solo cambiati, ma sono oggetto di una rivoluzione permanente che richiede non poca perspicacia dal politico e da chi ne trasmette l’operato.

Ovviamente ai democratici irpini la sola comunicazione non basterebbe se mancasse una dimensione nuova e autentica da offrire agli elettori. Ma in questo Pd, al momento, manca quasi tutto: non solo autenticità e comunicazione, ma come sostiene Calenda, anche uno psichiatra segretario.