IL PD IRPINO CHE A ROMA NON C’E’

IL PD IRPINO CHE A ROMA NON C’E’

19 Marzo 2019 0 Di Sandro Feola

A dispetto di quanto si legge sui manifesti affissi in città, il Pd irpino a Roma non c’è. E’ vero che due dei nuovi componenti della Direzione nazionale sono nati in provincia di Avellino, ma nessuno dei due è espressione del Coordinamento locale del partito.

Franco Vittoria con Nicola Zingaretti

Il primo è Franco Vittoria, autorevole ex segretario provinciale che è originario di Sperone. In pochi, però, hanno evidenziato che per farlo eleggere nell’Assemblea nazionale ha dovuto riparare a Napoli, viste le porte chiuse trovate a via Tagliamento. Entra in Direzione, dunque, non tanto in ragione della agibilità decisamente limitata che il sociologo aveva nel contesto irpino, quanto per la stima che di lui, ricercatore universitario e profondo conoscitore di Aldo Moro, hanno esponenti nazionali di rilievo come Goffredo Bettini e lo stesso neo segretario Nicola Zingaretti. Proprio questi – stando ai bene informati – lo hanno voluto a Roma per supportare quella che si profila come una delle fasi più travagliate a largo del Nazareno.

Toni Ricciardi

Il secondo irpino eletto in Direzione è Toni Ricciardi. Accademico anche lui come Vittoria, particolarmente stimato dai vertici nazionali del Pd. E proprio come Vittoria c’entra marginalmente con le dinamiche di via Tagliamento. Il docente, storico delle migrazioni all’Università di Ginevra, è segretario del PD svizzero, ed è in ragione di questo ruolo, e della qualità del suo apporto alla vita di partito, che ha trovato la considerazione, tra gli altri, dell’ex Ministro Martina e, dunque, una designazione in Direzione.

Il Pd irpino, quello che tutti conosciamo, a Roma non c’è. Certo la presenza di Vittoria e Ricciardi rimedia, anche se solo in parte, a questa assenza. Ma non cancella il dato politico che è contestualmente dirompente e per molti versi sconcertante. Giovani esponenti di peso come Luigi Famiglietti e Valentina Paris restano fuori, almeno per ora, dai vertici nazionali, pagando molto probabilmente lo scotto di una realtà locale che offre di sé l’immagine di un partito impegnato in un estenuante quanto inutile e dannoso scontro interno. Un coordinamento provinciale con tante correnti che, nonostante l’autorevole e instancabile azione della Presidente D’Amelio, continua a dare l’immagine di una realtà avvitata su se stessa.

Nei prossimi giorni, quando Zingaretti avrà individuato i componenti della sua Segreteria, sapremo se la scelta dei vertici nazionali nel loro complesso segnerà o meno la definitiva chiusura di una fase del Pd locale tanto rissosa quanto autolesionista. Intanto, le ultime scelte romane, che si sommano alle sconfitte elettorali dei mesi scorsi, dovrebbero indurre il Pd irpino a realizzare finalmente che, più che affiggere manifesti, occorrerebbe individuare un sentiero da percorrere solo con gli uomini di buona volontà, che segni una distanza netta con le risse correntizie del passato. Con l’auspicio che questo nuovo percorso, per niente facile, per tanti versi più che arduo, possa trovare sostegno nel nuovo corso di Zingaretti, e anche nell’azione di due “irpini” come Toni Ricciardi e Franco Vittoria.