IL PD E QUELLO SBERLEFFO AGLI ITALIANI CHE HANNO PAURA

IL PD E QUELLO SBERLEFFO AGLI ITALIANI CHE HANNO PAURA

30 Settembre 2018 0 Di Sandro Feola

Sì, oggi piazza del Popolo era quasi piena. Eppure i dirigenti nazionali del PD, o quelli che ne gestiscono la comunicazione, non si sono accorti che, per quanto incoraggiante per un partito che dal 41% si è ridotto al 15 o giù di lì, quella piazza quasi piena è suonata come uno sberleffo a tutti gli italiani che hanno vissuto una condizione di disagio e hanno avuto e hanno ancora paura.

Paura di perdere un lavoro, che in certi casi è già precario; paura di non poter neanche immaginare una casa, un mutuo, una famiglia; paura di quelli che, dopo 40 anni di lavoro, percepiscono una pensione non solo di per sé già bassa, ma che perde pure valore anno dopo anno. E poi la paura di coloro che, in molti quartieri delle nostre città, temono quei migranti che hanno una faccia poco raccomandabile. E non perché nera, gialla o olivastra, ma solo e semplicemente perché, con buona pace di tutte le statistiche, temono un’aggressione, una rapina, uno scippo, e semplicemente perché quelle facce e certi atteggiamenti sono poco rassicuranti.

Carlo Calenda, che ha la libertà di parlare con chiarezza, da tempo lo ripete in ogni dove, implorando i dirigenti di Largo del Nazareno di chiudere un libro ormai illeggibile per aprirne un altro. Rilegato, certamente, con i valori della libertà, della democrazia, della solidarietà, della tolleranza, dell’accoglienza, dello sviluppo e di un’Europa sempre più unita politicamente e non solo monetariamente. Un libro che finalmente non escluda più ideologicamente il capitolo con il quale si prende atto di quanto la realtà sia caratterizzata dalla globalizzazione e di quanto questa incida sulla struttura stessa del mercato del lavoro. Non per rassegnarsi a questa realtà, ma per capire come calibrare meglio le misure a sostegno delle classi sociali più deboli e del lavoro.

Un nuovo libro, dunque. Ma la prefazione non può essere la piazza che oggi ha messo all’indice i milioni di italiani che, con buona pace di Martina, Emiliano e Orfini, sono semplicemente turbati. Anche perché, santiddio, un partito che si dice di sinistra non può non essere il partito che tutela proprio coloro che hanno paura.